La frana della vergogna compie i primi 100 giorni

23 Luglio 2015

Siamo tornati sulla strada provinciale che collega Crecchio a Canosa Sannita Tante promesse dei politici ma nulla e cambiato da quel drammatico 7 aprile

CRECCHIO. Era il 7 aprile scorso quando uno sperone si staccò dalla collina che si erge sulla strada provinciale Canosa Sannita-Crecchio abbattendosi sulla carreggiata. Sono passati poco più di cento giorni da quel martedì che poteva rivelarsi tragico e, nonostante i sopralluoghi di tecnici e istituzioni regionali che avevano garantito fondi almeno per una prima tranche di interventi di somma urgenza, da allora nulla è cambiato. Siamo tornati su quella strada a oltre tre mesi dalla caduta dell'enorme masso che la occupa e tutti sembrano essersi dimenticati di Crecchio. La frana, ancora lì, alle porte del paese, non permette il collegamento con la vicina Canosa Sannita. Autolinee, cittadini che giungono dalle contrade o gente di passaggio nel paese del castello ducale continuano a dover fare i conti con i disagi legati a percorsi alternativi e molto più lunghi. La situazione sui tornanti che salgono verso il centro storico di Crecchio è sempre la stessa. Quella lingua di terra staccatasi dal costone sovrastante, ai piedi di una villetta che penzola nel vuoto, oggi come allora fa paura. Lo scenario è da film di guerra: il silenzio, rotto solo dal passaggio di una ruspa che taglia l'erba sul ciglio della carreggiata, lo fa da padrone. Ma giustamente quel mezzo non arriverà sul punto del dissesto, tanto che la vegetazione cresciuta sul masso caduto sull'arteria stradale è il simbolo più rappresentativo dello stato di abbandono del tratto. Qui tempo fa c'era fango che ora si è trasformato in terra secca, asciutta dalla calura di un'estate torrida. Sull'asfalto, invece, sono evidenti i segni di un terreno che si sta sbriciolando. La strada sta cedendo e le crepe si stanno allargando su più punti, raggiungendo diversi centimetri di larghezza. Ma ciò che colpisce più di tutto è quella villetta in bilico sulla collina: cosa succederebbe se la frana dovesse tornare a muoversi prima che ci sia un intervento efficace? La sola idea mette paura. Nei mesi scorsi sul luogo del dissesto si erano recati anche l'assessore regionale al Bilancio, Silvio Paolucci, e il sottosegretario alla presidenza della Regione Abruzzo, Camillo D'Alessandro. Proprio quest'ultimo aveva annunciato l'attesa di risorse dal Governo pari a 700mila euro per un primo intervento che finora, però, non c'è stato. Eppure pare che D'Alessandro e Paolucci stiano lavorando alla causa, tanto che nei giorni scorsi si è tenuto un approfondimento sulla situazione delle frane per la definizione delle opere. La novità è che Crecchio dovrebbe godere di uno stanziamento di risorse pari a 400mila euro per un primo intervento. Ma se ne progetta anche uno definitivo e «nei prossimi giorni» evidenzia D'Alessandro «ci sarà un ulteriore sopralluogo per verificare la possibilità, nelle more dell'intervento risolutivo, di creare un tracciato alternativo che consenta il ricollegamento tra Crecchio e Canosa Sannita». Vedremo.