La frana della vergogna riparata a metà

9 Novembre 2015

I lavori appaltati dalla Regione non salvano Santa Maria Calvona dal pericolo dopo due anni

CHIETI. Siamo tornati a Santa Maria Calvona per scoprire che, a due anni dalla frana e ad un anno dal sopralluogo dell’ex capo della protezioni civile Franco Gabrielli, i lavori sono stati lasciati a metà. Una parte della strada, quella sotto le palazzine a rischio, è ancora franata. Così come il tubo dell’acqua, che serve le famiglie a valle è rimasto sospeso tra un muro e un albero, a quattro metri d’altezza. Sì, le palificazioni sono state realizzate come prevedeva una prima e palliativa cura da 100mila euro. Ma il grosso dell’intervento, annunciato il giorno della visita di Gabrielli, è rimasto una promessa elettorale del governatore D’Alfonso. A dirlo non è il sindaco Umberto Di Primio, che una settimana fa ha eseguito un sopralluogo con l’assessore ai lavori pubblici Raffaele Di Felice. Ma certamente lo pensa soprattutto di fronte alle tante immagini della frana della vergogna che lasciano perplessi. Come il fatto che lungo la strada non sono state realizzate neppure le griglie per raccogliere l’acqua piovana. (l.c.)