La frana più grande ora ha il tempo contato

7 Maggio 2015

E’ partito il cantiere di via Canale a Bucchianico, durerà novanta giorni La strada non sarà pronta per la festa dei Banderesi di domenica 17

BUCCHIANICO. La madre di tutte le frane ha il tempo contato. Sono iniziati ieri i lavori in via Canale, a Bucchianico, per sanare l'enorme voragine creatasi dopo i nubifragi dei mesi scorsi che hanno cancellato le due carreggiate della strada d'accesso al paese facendone rimanere un piccolo lembo di pochi centimetri.

Il governatore Luciano D'Alfonso ha mantenuto la parola data lo scorso 18 aprile, quando è stato in visita al paese nativo di San Camillo De Lellis per constatare con i propri occhi i devastanti cedimenti di via Canale e viale della Vittoria che hanno messo in ginocchio l'amministrazione comunale diretta dal sindaco Gianluca De Leonardis incapace di intervenire con i pochi fondi comunali a disposizione.

A meno di tre settimane dalla visita del presidente della Regione, accompagnato quel giorno dal direttore del Dipartimento opere pubbliche, governo del territorio e politiche ambientali della Regione, Emidio Primavera, l'intervento di consolidamento e rifacimento della strada comunale è partito. Ma la corsa contro il tempo, prima che cominci la festa dei banderesi tanto cara ai bucchianichesi, è persa in partenza. La festa che prevede l’arrivo di 20mila persone ci sarà il 17 maggio mentre per portare a termine i lavori da parte del Genio civile di Chieti-Pescara occorreranno 90 giorni e 260 mila euro. «Via Canale non sarà pronta per i festeggiamenti di Sant'Urbano ma possiamo augurarci per quelli in onore di San Camillo De Lellis di metà luglio - dice il primo cittadino De Leonardis -. Rimaniamo allertati sull'altra frana di Viale della Vittoria che rappresenta un intervento più complesso di 600 mila euro e che deve tenere in considerazione anche di decine di abitazioni. Attendiamo su questo secondo versante i tempi della burocrazia e che, tramite la Regione, vengano subito ripartiti i fondi nazionali per lo stato di emergenza».

Il primo cittadino tira comunque un sospiro di sollievo, può di nuovo pensare alla viabilità paesana con ottimismo. «Per la festa di Sant'Urbano è stato studiato un piano logistico alternativo che potenzia i bus navetta e va a individuare ulteriori parcheggi per evitare la congestione del traffico e garantire il libero transito di tutti i turisti che accorreranno per godersi lo spettacolo», spiega il sindaco. E in effetti la festa dei Banderesi è uno spettacolo unico che si rinnova senza sosta dal 1281, come confermano reperti storici e che, in ogni edizione, porta in strada più di 1.200 figuranti fra cavalieri, musici, sbandieratori, armigeri, balestrieri, soldati, dame e damigelle e centinaia e centinaia di "pacchianelle" e "banderesi": le donne e gli uomini in abito tradizionale. Le donne con in capo i canestri ornati dai bellissimi fiori di carta realizzati a mano uno a uno dalle signore bucchianichesi, ogni anno diversi, e gli uomini dietro i carri allegorici in un tripudio di suoni, danze e colori. ll clou dei festeggiamenti è previsto per il pomeriggio di domenica 17 maggio con la "ciammaichella" ma la festa continua il 24, 25 e 26 con riti e cerimoniali imperniati di significato e devozione al Santo che, nel lontano medioevo andò in sogno al Sergentiere, capitano della truppa oggi Guglielmo Tatasciore, e gli consegnò la strategia bellica che fece vincere la piccola milizia contro il potente esercito Teate che la minacciava di sottometterla geograficamente. Il Sergentiere secondo il disegno di Sant'Urbano il giorno della battaglia fece sfilare i suoi pochi uomini in andirivieni sulle mura di cinta con pennacchi colorati in capo. La strategia funzionò e Teate incantata da quella marcia indietreggiò. Da quel piano bellico viene la "ciammaichella" il movimento a zig e zag di donne e uomini in piazza San Camillo De Lellis che raduna migliaia di turisti da ogni dove per assistere all'ultrasecolare festa in onore di Sant’Urbano che porta per il quinto anno di fila il logo dell’Unesco. Ma quest’anno la “ciammaichella” dovrà dribblare anche le frane.