La fuga del capo: tappe a Brescia e Venezia

11 Ottobre 2018

Ricostruite le soste del 34enne arrestato in Romania dove era tornato dal padre. Tradito dalle intercettazioni telefoniche

LANCIANO. Chiuso il cerchio. Con l’arresto di Marius Adrian Martin, 34 anni, romeno, la rapina nella villa dei coniugi Martelli, almeno sul fronte degli arresti, può dirsi chiusa. Polizia e carabinieri, coordinati dal procuratore Mirvana Di Serio hanno individuato i banditi nel giro di pochi giorni, ma ora continuano a indagare per capire se i romeni arrestati sono immischiati anche negli altri furti e rapine in villa avvenuti dal marzo scorso nella zona e se ci sono intrecci con altre bande.
LA VICENDA. Alle 4 del 23 settembre Carlo Martelli e sua moglie Niva Bazzan sono stati sorpresi nel sonno, aggrediti, legati, picchiati e tenuti in ostaggio per due ore. I banditi cercavano la cassaforte, che però non c’era. II medico è stato pestato, alla moglie è stata tagliata parte del padiglione auricolare con una roncola. Il bottino: 1.990 euro, un orologio e un anello d’oro. Una nazione sotto choc. Partono le indagini di polizia, carabinieri e reparti speciali. I primi tre arresti arrivano il 26 settembre: in manette i fratelli Costantin Aurel (22 anni) e Ion Cosmin Turlica (20 anni), e il cugino Aurel Ruset (25). Il giorno dopo, a Caserta, viene fermato Alexandru Bogdan Colteanu, 26 anni, il “macellaio” della gang. Il 30 settembre viene preso Bogdan George Ghiviziu, 26 anni, il palo. Martedì è stata la volta di Martin, la “mente”, atteso a breve dalla Romania.
I RUOLI. Dagli arresti, le prime confessioni, le tracce, le intercettazioni, i filmati delle telecamere gli inquirenti ricostruiscono banda e ruoli. La mente e il braccio, sono rispettivamente Martin e Colteanu. Ad entrare in villa sono stati Martin, Colteanu, Costantin Turlica e Ruset Aurel. Fuori i pali-autisti Ghiviziu, sulla Bmw e Ion Turlica sulla Volkswagen golf. Martin, il più “anziano” del giovanissimo gruppo, quello che era da 10 anni a Lanciano coinvolgeva e reclutava gli altri. Colteanu, quello violento che ha picchiato Martelli e tagliato l’orecchio alla Bazzan. I sei si conoscono bene. Martin e Ghiviziu sono anche finiti nella stessa inchiesta sui furti d’auto nel 2015. Ma a processo c’è solo Martin, che è stato anche ai domiciliari.
LA FUGA. Tutti, in momenti diversi, hanno tentato di fuggire da Lanciano. Il primo è stato Colteanu che tre ore dopo la rapina si è diretto a Caserta. Qui ha tentato di vendere l’orologio rubato a Martelli per scappare in Romania, ma è stato preso dalla polizia. Martin è fuggito il lunedì mattina. In autobus ha raggiunto Brescia da qui è andato a Venezia e poi in Romania, a Craiova, dal padre (la madre e la sorella vivono a Lanciano). A tradirlo le intercettazioni telefoniche. Il martedì notte anche i Turlica e Ruset avevano deciso di lasciare la città ma con la Golf (su cui i carabinieri di Lanciano avevano piazzato un gps perché sospettavano fossero gli autori dei furti con spaccata nei bar) hanno avuto un incidente a Madonna del Carmine. Sono stati fermati e accusati di rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma. Stesse accuse per tutti e 6 i rapinatori. L’ultimo a tentare la fuga Ghiviziu, fermato il sabato notte dopo un inseguimento di ore tra Sant’Onofrio, Rizzacorno e Fontanelli.
LA SCIENTIFICA. A breve è atteso l’incidente probatorio sulle prove del Dna, le tracce biologiche e le impronte rilevate in villa e sugli indumenti dei romeni, su scarpe da tennis, una felpa EA7e un giubbino. Ci sono piccole tracce biologiche sulle due auto dei coniugi usate dai rapinatori per il prelievo bancomat e fuggire e i gratta e vinci trovati nella Golf. Prove importati per inchiodare definitivamente la gang.
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