«La Gesù Bambino non deve chiudere»
I genitori dei 150 alunni di elementari e materne: siamo disposti a contribuire economicamente
LANCIANO. «Siamo disposti a dare il nostro supporto economico, professionale e umano affinché la scuola materna ed elementare del Gesù Bambino non chiuda». Sono più che mai determinati i genitori dei circa 150 bambini dell'istituto religioso Gesù Bambino di via Fagiani che rischia la chiusura a causa del progressivo abbandono da parte delle religiose delle attività scolastiche e di gestione della struttura. La crisi di vocazioni in tutta Italia e il fatto che le suore del Gesù Bambino sono diventate troppo anziane per seguire tutte le attività di cui la scuola privata paritaria dispone, unite ad alcune difficoltà economiche ("superabilissime" dicono tuttavia i genitori) hanno decretato la decisione, da parte dei vertici romani dell'istituto, che la scuola debba chiudere per sempre, molto probabilmente alla fine di questo anno scolastico. La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno soltanto nei giorni scorsi senza che nessuno temesse un ripiego del genere per un istituto che è in città da 40 anni e che si vanta di essere un'eccellenza in campo educativo e formativo. Di tutti i 31 istituti di suore francescane di Gesù Bambino in tutta Italia, solo due rischiano la chiusura imminente e, fra questi, il Gesù Bambino di Lanciano sarebbe l'unico istituto d'Abruzzo a rischiare la chiusura. I genitori e il consiglio di istituto della struttura di via Fagiani stanno vivendo momenti difficili: da un lato la preoccupazione, condivisa anche dalle suore, per il destino della scuola, dall'altro la proverbiale ritrosia delle religiose ad aprirsi al mondo laico per discutere una qualsiasi soluzione al problema. Di qui il coinvolgimento anche del mondo politico e istituzionale del territorio, affinché, come dicono i genitori, «a Roma arrivi il messaggio che questa scuola è importante e che faremo di tutto per mantenerla in vita».
L'amministrazione comunale, per voce del vice sindaco Pino Valente, si è mostrata molto vicina alle istanze dei genitori: «Proporremo una mozione in consiglio», promette Valente, «per sottolineare la valenza socio economica, religiosa e culturale di questa scuola in città. Siamo preoccupati anche per i posti di lavoro a rischio e ci mettiamo a disposizione per eventuali iniziative». Daria De Laurentiis
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