La gioia dei trecento musicisti: torniamo a suonare il Miserere

10 Aprile 2022

Cantanti e coristi, dopo due anni di stop per Covid, pronti a seguire il corteo del Cristo Morto I maestri Pezzulo e Medoro: «Orgoglio e vanto della città, esibirsi ancora è una grande emozione»

CHIETI. «La Processione è sempre una grande emozione, ma quest’anno ci sono state anche le domande incessanti della gente sul suo ritorno». Giuseppe Pezzulo, direttore dei musicisti del Miserere, insieme a Loris Medoro, direttore del coro, è pronto al ritorno. Un ritorno, che dopo i due anni del Covid e il dramma della guerra in Ucraina, ha un sapore più intenso. La prova generale del Miserere è saltata il rischio di assembramenti e contagi da Covid nella chiesa di San Giustino, ma ora gli occhi dei teatini sono puntati su venerdì prossimo: all’imbrunire, dalla cattedrale di San Giustino, tornerà a uscire la Processione del Venerdì santo. Rito identitario per la città, anche al di là del credo religioso, quello della Processione del Cristo morto è un momento che Chieti aspetta ogni anno per ritrovarsi. Soprattutto adesso. Il suo ritorno nella forma originaria, nonostante il contingentamento delle presenze e le norme per garantire ordine e sicurezza pubblica, significa riprendersi un pezzo di normalità perduta. Una preghiera sarà dedicata all’Ucraina, perché la guerra e l’orrore finiscano il più presto possibile.
La decisione di far saltare quella che generalmente si chiama la prova generale del Miserere, ma che in realtà più che una prova è un vero concerto offerto alla città, per Pezzulo è stata «una scelta saggia». Il musicista non nega di essere dispiaciuto, «ma», dice, «la situazione Covid impone tanta cautela».
La macchina di coro e orchestra si è rimessa in moto, come da tradizione, il giorno dopo le Ceneri. Le prove sono riprese con l’altrettanto tradizionale benedizione di padre Lorenzo Polidoro. I 200 cantori diretti da Medoro si riuniscono nella chiesa di Mater Domini; i 100 musicisti diretti da Pezzulo in quella di San Domenico, messa a disposizione da don Claudio Pellegrini. Le prove hanno segnato l’intero periodo della quaresima: tre volte a settimana per tutto il mese di marzo. «Quando ci siamo ritrovati per la prima prova a Mater Domini, dopo due anni di stop», ricorda Medoro, «c’era qualcuno con gli occhi lucidi». Le due prove semi-generali, con coro e musicisti insieme, si sono già svolte a Mater Domini, martedì prossimo ci sarà l’ultima. E poi venerdì sera Pezzulo e Medoro si troveranno ancora una volta a guardarsi negli occhi per fare quel cenno d’intesa che dà il via alle note del Miserere. I due maestri hanno in mano ognuno una bacchetta luminosa, in modo che possano essere visti da lontano nel buio che man mano cala sul corteo rischiarato solo dalla luce dei tripodi. Il Miserere viene ripetuto dalle 60 alle 65 volte durante il percorso, con due minuti di pausa tra un’esecuzione e l’altra. Soprattutto per i cantori, è anche uno sforzo fisico che richiede un certo allenamento. Per i due maestri di coro e orchestra è un momento di grande concentrazione e attenzione. Ci si concede di avvertire l’emozione solo alla fine, «al rientro», dice Pezzulo, «dopo le parole di padre Bruno, quando eseguiamo la conclusione, ci salutiamo tutti e ci auguriamo di ritornare l’anno prossimo».