La giunta comunale si ritrova tutta alla saga di Fantozzi

31 Ottobre 2015

GUARDIAGRELE. Il sindaco Simone Dal Pozzo e i suoi assessori, si scoprono tutti fan di Fantozzi. È accaduto l’altra sera, in maniera del tutto casuale. Dopo una lunga ed estenuante riunione della...

GUARDIAGRELE. Il sindaco Simone Dal Pozzo e i suoi assessori, si scoprono tutti fan di Fantozzi. È accaduto l’altra sera, in maniera del tutto casuale. Dopo una lunga ed estenuante riunione della giunta comunale, ognuno dei componenti, ha sommessamente dichiarato ai colleghi di voler andare subito a casa a riposare. Il primo cittadino invece, da solo e in gran segreto, è partito alla volta di una multisala di Spoltore con un preciso obiettivo: vedere il primo film della fortunata saga di Fantozzi del 1975, ovviamente nella versione restaurata, appena presentata al Festival del Cinema di Roma. Contemporaneamente, la stessa idea, incredibile ma vero, ha però illuminato anche le menti dei suoi quattro assessori comunali che, ognuno per conto proprio, sono subito partiti verso la stessa direzione. Poco dopo, tutti si sono così inaspettatamente ritrovati davanti al botteghino della sala cinematografica e, senza trovare alcuna scusa, hanno subito motivato la loro presenza nel posto, addebitandola alla grande simpatia che nutrono per la figura del ragioniere più famoso d’Italia, simbolo dell’uomo privo di abilità e fortuna e con spiccate attitudini alla sudditanza verso il potere costituito.

Inutile dire, che la scoperta di questa loro passione comune, ha ora ulteriormente rafforzato il già resistente collante che li unisce nella giunta. Viene però da pensare, come può un personaggio come quello creato da Paolo Villaggio, appartenente ad un altro secolo, un altro millennio e, sopratutto, a un tempo in cui anche gli amministratori comunali guardiesi non erano ancora nati o erano appena in fascie, appassionare e divertire tanti giovani. Se ancora oggi, a quarant’anni di distanza ci sono tanti fantozziani doc, certamente significa che questo straordinario personaggio è vivo nell’inconscio collettivo, oltre che nel linguaggio comune.

Giovanni Iannamico

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