La giunta: «Nessuno sgarbo al vicepremier»

Lanciano. Di Maio non accolto dall’amministrazione Pupillo. La maggioranza: è venuto per un comizio
LANCIANO. «In piazza, a Lanciano, Luigi Di Maio è venuto come capo politico, non come ministro». L’amministrazione comunale respinge al mittente l’accusa di uno “sgarbo” al vicepremier, mossa dall’opposizione poiché nessun amministratore avrebbe accolto al suo arrivo il leader Cinque Stelle. «Nel 2010 il segretario del Pd Pierluigi Bersani», ricordano dal Comune, «in vista della sua visita in città, chiese di poter salutare l’allora sindaco Filippo Paolini (centrodestra, ndc)». Dall’entourage di Di Maio nessuno ha espresso questa volontà. È stato tutto gestito con il settore Lavori pubblici. Dopo un tour da ministro, a Lanciano era in programma un comizio politico a sostegno della candidata alla presidenza della Regione, Sara Marcozzi. «E dove la presenza del sindaco o di un amministratore di un’altra parte politica non sarebbe stata neanche gradita», ribadiscono da Palazzo di Città. Il sindaco Mario Pupillo poi, sabato alle 16, in concomitanza con il comizio, era invitato al premio Bellisario a Palazzo degli Studi. Pronto a tornare in municipio qualora ragioni istituzionali lo avessero richiesto. Ma dall’arrivo in piazza con 50 minuti di ritardo e dalla veloce ripartenza al termine del suo intervento, Di Maio non avrebbe probabilmente neanche avuto il tempo.
Si tratta invece di «una pessima figura e dell’ennesima occasione persa» per Tonia Paolucci, capogruppo di minoranza (Libertà in Azione), la quale porta ad esempio i sindaci di Vasto e San Salvo che hanno accolto il ministro per il Mezzogiorno, Barbara Lezzi (invitata a parlare di zona economica speciale per il Vastese). Alla vigilia dell’arrivo di Di Maio a Lanciano, era stato il capogruppo Pd Angelo Laccisaglia ad invitare idealmente il vicepremier e leader pentastellato a un incontro «per raccontargli di EcoLan e di come un vasto territorio amministrato da sindaci di diversi colori politici abbia deciso di cambiare la storia con i fatti, di come il cambio generazionale e il taglio dei costi lo abbiamo fatto davvero, di come le partecipate non sono più carrozzoni ma sono attive e in attivo. Che qui da noi le primarie per scegliere i rappresentanti si fanno sul serio. E che l’unico miracolo a Lanciano è quello Eucaristico: il resto è il frutto del lavoro quotidiano, della scelta di premiare il merito e di praticare la trasparenza». (s.so.)

