La Granito Forte può ampliarsi: «Presto nuovi posti di lavoro»

L’Arap rinuncia alla sospensiva davanti al Tar: campo libero per il progetto del colosso della ceramica E il Comune guarda avanti: «Basta intoppi burocratici, così l’azienda crea vantaggi per il territorio»
FRESAGRANDINARIA. La Granito Forte può allargare il proprio stabilimento produttivo. L'Arap ha rinunciato alla sospensiva presentata al Tar Abruzzo, che avrebbe frenato il progetto dell’azienda. Soddisfatto il sindaco di Fresagrandinaria, Lino Giangiacomo. «È ora di diminuire balzelli e passaggi burocratici. In questo periodo è necessario favorire e rilanciare impresa e lavoro. In gioco c'è il futuro del nostro territorio». All'udienza tenuta davanti al tribunale amministrativo regionale di Pescara, l'azienda regionale per le attività produttive (Arap), dopo aver inizialmente chiesto con un ricorso introduttivo un provvedimento cautelare urgente, ha fatto marcia indietro e ha rinunciato alla sospensiva. La causa sarà quindi decisa nel merito. L'ampliamento dello stabilimento produttivo della Granito Forte, già autorizzato dal Comune di Fresagrandinaria e dal competente Suap (sportello unico delle attività produttive), può procedere senza intoppi. A spiegare l'importanza di quanto accaduto è il sindaco Giangiacomo: «La Granito Forte è una delle maggiori realtà imprenditoriali italiane nel settore della ceramica e delle piastrelle. È una eccellenza della vallata del Trigno. Attualmente dà lavoro a 250 persone, a cui va aggiunto l'indotto, con un fatturato che sfiora i 3 milioni di euro. L'azienda ha avanzato all'inizio dell'anno istanza tramite il Suap per allargare il proprio stabilimento». E il Comune ha dato parere favorevole autorizzando l'ampliamento, che implica anche la creazione di nuovi posti di lavoro. La decisione però non è piaciuta a tutti. «Contro il parere favorevole del Comune», spiega il responsabile del servizio tecnico, l'architetto Dino Tiziano Cilli, «è insorta l'Arap, sostenendo che per qualsiasi intervento programmato nella zona industriale debba essere acquisito il proprio nulla osta». Il sindaco Giangiacomo ha deciso di schierarsi, consapevole dell'importanza dello sviluppo della Granito Forte per tutta la vallata del Trigno.
«Il problema, di natura politica ed amministrativa ben più ampia», prosegue Giangiacomo, «è che il nulla osta Arap può costare migliaia di euro per spese di istruttoria alle società che intendono fare investimenti; e rappresenta quindi un ulteriore balzello insopportabile in un momento in cui le aziende combattono la crisi e gli amministratori cercano di rilanciare imprese e lavoro». Il Comune, dopo essersi confrontato con l'avvocato Andrea Filippini (che rappresenta l’Ente davanti al Tar) ha ritenuto che il parere Arap non fosse obbligatorio dal momento che già nel 2011 l'ente uscì vittorioso con l'allora Consorzio di sviluppo. «In gioco c'è una questione molto delicata: la potestà da parte dei consigli comunali abruzzesi e il riconoscimento del potere pianificatorio e decisorio dei Comuni in materia urbanistica», conclude Giangiacomo.

