La Grimaldi a Ortona? Prima serve il dragaggio

L’interesse del colosso del mare mette d’accordo tutti ma con qualche riserva Di Pretoro: occasione da non perdere, vanno però ampliate anche le banchine
ORTONA. L'interesse di Grimaldi per il porto di Ortona mette d'accordo tutti: è un'opportunità da non lasciarsi sfuggire. L'incontro che la Regione Abruzzo e il Comune hanno avuto con i manager dell'importante compagnia partenopea, in cui la stessa ha manifestato la possibilità nell'immediato futuro di sbarcare allo scalo marittimo ortonese, vede concordi tutti nel dire che questa importante opportunità rappresenta una delle potenziali partite da sviluppare per il bene economico dell'intero Abruzzo.
Ne è convinta la Regione, che si sta muovendo per rendere il porto di Ortona un punto chiave dei traffici commerciali sull'Adriatico. Ne è altrettanto convinta l'amministrazione comunale, che vede nello scalo marittimo uno dei fulcri per la rinascita economica della città. E ne sono convinti anche gli addetti ai lavori come Euclide Di Pretoro e Antonio Nervegna, autori dello studio “Il porto d’Abruzzo in 1000 giorni, Ortona porto di Roma sull’Adriatico”. «Sono favorevolissimo a questa occasione», ha commentato l'ingegner Nervegna, «c'è già stata una prova con Grimaldi mesi fa, ma è chiaro che servono dei fondali più idonei». Il test a cui Nervegna ha fatto riferimento riguarda la brillante operazione risalente a marzo dello scorso anno, quando allo scalo di Ortona arrivò l'Eurocargo Istanbul della gloriosa compagnia, che effettuò il carico di 400 furgoni Ducato Fiat sulla banchina riva nord. «Già in passato c'erano stati dei contatti con l'amministratore delegato Emanuele Grimaldi», ha aggiunto Nervegna, «che si era detto molto interessato alla realizzazione di quelle che vengono chiamate autostrade del mare, ovvero il trasferimento dalla terra al mare di una serie di trasporti. Ad oggi le navi passano da Civitavecchia e vanno verso Brindisi, ma con lo sviluppo di Ortona si verrebbero a creare le condizioni per un cambio di rotte». Evidenti a quel punto i vantaggi per lo scalo marittimo, che vivrebbe una condizione di assoluto rilancio. Per far ciò, però, «è necessario il dragaggio» ha ribadito Euclide Di Pretoro, collaboratore di Nervegna per le attività portuali. «A quel punto si risolverebbero i problemi delle tantissime imprese del nostro territorio, come ad esempio la Sevel o la De Cecco, che aspettano quest'opera dato che ad oggi si vedono costretti a caricare i loro prodotti in altri porti con rilevanti costi aggiuntivi». Poi Di Pretoro ha chiosato: «Se il Governo finanziasse in tempi brevi anche i lavori per l'ampliamento delle banchine, potremmo avere presto un porto ad altissimo livello e con delle grandi potenzialità». È ciò che sperano Ortona e l'intero Abruzzo.

