La Lega bacchetta la giunta «Non sa ascoltare la gente»

Il consigliere Iacovella boccia il bilancio e critica il centrodestra guidato da Di Prinzio «Provo sofferenza e amarezza per l’indifferenza con cui si amministra la cittadina»
GUARDIAGRELE. A quasi due anni dall'insediamento dell'amministrazione comunale di centrodestra, guidata dal sindaco Donatello Di Prinzio, il consigliere comunale della Lega, Nello Iacovella - che ha bocciato il bilancio insieme alla collega consigliera Evelina Odorisio - esterna il suo giudizio sull'esperienza vissuta nella maggioranza. «In questi quasi due anni», sottolinea Iacovella, «ho cercato di dare il mio contributo in maniera spassionata, con l’obiettivo di fornire impulso nuovo e genuino al modo di governare ma, purtroppo, ho visto naufragare questo mio desiderio e in me è cresciuta la sofferenza e l'amarezza. Qualche anno fa», aggiunge Iacovella, «ero rimasto deluso dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Simone Dal Pozzo (centrosinistra, ndc) e oggi resto deluso dall'attuale amministrazione del sindaco Donatello Di Prinzio, così come in passato ero rimasto deluso anche dalle precedenti amministrazioni. Purtroppo», osserva Iacovella, «il potere è una brutta bestia e quando si parte con l'ambizione di raggiungerlo, allora resta ben poco tempo per prendersi cura dei reali bisogni della gente. Come in passato vedevo un disinteresse da parte della precedente amministrazione nel risolvere i problemi del cittadino comune», aggiunge Iacovella, «anche oggi noto un rapporto di distanza tra chi amministra e la gente che li ha votati».
L'esponente del Carroccio, ricorda poi che l'amministrazione Di Prinzio non ha voluto cambiare la sua rotta e quei cambiamenti che lui tanto auspicava, non si sono realizzati. «Mi illudevo», sottolinea Iacovella, «che le proposte che avevo portato avanti durante la campagna elettorale avrebbero avuto un seguito, invece niente. Tutto è rimasto drammaticamente uguale e in me è nata tanta amarezza».
Il consigliere evidenzia quindi che nella maggioranza si sente come un pesce fuor d'acqua, ma vuole continuare a rappresentare la voce del popolo, perché è su questa premessa che si è basata la sua candidatura.
«Oggi», osserva Iacovella, «mi sento sempre più soffocare di fronte all’indifferenza con cui le richieste delle persone vengono prese in considerazione nella stanza dei bottoni. Non sono andato dietro a poltrone di assessore e né ho richiesto deleghe per sentirmi qualcuno. Sono solo io e me ne vanto, con l'umiltà che mi contraddistingue e che sta sempre alla base di ogni rapporto. La maggioranza», conclude Iacovella, «si è arroccata nel suo castello di potere e sembra guardare dall'alto in basso i cittadini, senza curarsi delle loro lamentele. Io invece vivo, lavoro e ascolto la voce del popolo».
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