La Lega frena il centrodestra: tavolo di coalizione prematuro

9 Aprile 2024

Perplessità degli alleati e trattative per la giunta regionale rallentano l’iniziativa di Fratelli d’Italia Ipotesi primarie, Di Biase (FdI): «Se sarà il metodo che vuole la maggioranza non ci tiriamo indietro»

CHIETI. Il tavolo di concertazione del centrodestra, dal quale parte dell’opposizione vuole partire per lanciare la corsa alla riconquista del Comune, stenta a decollare. A rallentarne l’istituzione ci sono sia le trattative per la composizione della giunta regionale sia le perplessità di alcuni esponenti della coalizione.
LE PERPLESSITÀ DELLA LEGA
«Subito il tavolo per individuare programma e candidato a sindaco»: aveva proposto, all’indomani delle regionali, Carla Di Biase, capogruppo di Fratelli d’Italia in municipio. Non tutti gli alleati sono però convinti della necessità di partire oggi. «Non mi risulta che io sia stato contattato nell’ambito di questa iniziativa», taglia corto Mario Colantonio, capogruppo della Lega. «In ogni caso mi sembra un’iniziativa prematura», sottolinea. Il ritorno alle urne del resto non è vicino: a Chieti si è votato nell’autunno 2020, i cinque anni della consiliatura scadono quindi nell’autunno 2025, ma l’appuntamento elettorale potrebbe anche essere fissato per la primavera del 2026.
FDI TIRA DIRITTO
Di Biase resta invece convinta del fatto che bisogna porre oggi le basi per l’alternativa al centrosinistra del sindaco Diego Ferrara. «Ho iniziato a incontrare singolarmente esponenti dell’opposizione e della società civile alternativi a questa amministrazione», assicura la capogruppo, che non vuole sentir parlare di corse in avanti né imposizioni dall’alto: «Sarà il tavolo a decidere il metodo per scegliere il candidato e stilare il programma». Un tavolo la cui formazione FdI, in quanto primo partito cittadino, si sente in dovere di promuovere e vuole «aperto alla società civile», per arrivare a scelte che non dovranno essere condizionate «né da dispetti né da imposizioni dall’alto». I rallentamenti dovuti alla politica regionale? «Non esistono», assicura Di Biase.
LE INTERFERENZE REGIONALI
Eppure da più parti si ritiene che a tarpare le ali all’iniziativa di FdI sia la formazione della giunta regionale. La questione che riguarda da vicino Chieti è la nomina del secondo assessore di Forza Italia, perché determinerà il ritorno o meno di Mauro Febbo all’Emiciclo. Il timore è che per trovare la quadra a livello abruzzese si metta sul piatto la guida del centrodestra teatino: in parole povere, se FI rinuncia a un assessorato in Regione, Febbo fa il candidato sindaco. Ambizione che, tra l’altro, lo stesso Febbo non ha mai sconfessato.
IL SÌ ALLE PRIMARIE
Nella coalizione c’è chi vede nelle primarie una strada percorribile. Maurizio Costa, in municipio con la civica Forza Chieti (parte del cosiddetto “Intergruppo”) e in Provincia con FI, è d’accordo sul fatto che «non vanno accettate imposizioni dall’alto». E sostiene che il candidato «deve essere scelto in sinergia e deve essere una persona capace». Le primarie? «Sì: se non si trova un accordo sul nome che scelga il popolo».
«NON CI TIREREMO INDIETRO»
«La nomina di un assessore o meno in Regione non può pesare sulle scelte per la città», chiarisce Di Biase, pronta a battersi per «scelta condivisa e aperta alla società civile» con «l’ascolto di tutti gli interlocutori qualificati». E l’ipotesi primarie? «Non sono mai state fatte nel centrodestra. Il metodo lo sceglierà il tavolo: se la maggioranza del tavolo propenderà per le primarie, Fratelli d’Italia di certo non si tirerà indietro». La compattezza della coalizione, innanzitutto.