La Lega punisce il consigliere ribelle

Costantini espulso dopo l’astensione sulla vendita della farmacia. Ma ora l’opposizione si rafforza e Di Primio rischia
CHIETI . Si è astenuto al momento del voto decisivo sulla vendita della farmacia comunale di Filippone ed è stato punito: il consigliere Diego Costantini è stato espulso dalla Lega a causa di «reiterate condotte ingiustificate non concordate e inspiegabili». Così recita un documento firmato dal commissario cittadino Palmerino Mammarella e dal responsabile dell’area teatina Antonello D’Aloisio. E ora Costantini, scaricato dalla Lega, passa dall’altra parte: «Hanno deciso di espellermi perché non ho voluto il male della mia città. Se in aula mi sono astenuto, nel prossimo consiglio, se ci sarà, voterò contro». Significa che Di Primio ha perso un altro pezzo e l’opposizione arriva a quota 17: il destino del Comune è appeso a un filo e il sindaco senza più maggioranza potrebbe decidere di dimettersi. Le trattative sono aperte: entro domani, Di Primio vuole su un foglio 16 firme di consiglieri pronti a impegnarsi a dire sì alla vendita della farmacia di Filippone a una base di 1,3 milioni di euro nel prossimo consiglio. Senza certezza sulla tenuta della maggioranza, il sindaco potrebbe lasciare il Comune con due anni di anticipo.
Domani potrebbe essere l’ultimo giorno della conta. Ma l’espulsione di Costantini ora stravolge il piano di Di Primio e sembra rafforzare l’opposizione. Se si tornasse al voto, potrebbe finire proprio 16 a 17: la maggioranza arriverebbe a 16 recuperando il voto di Elisabetta Fusilli di Forza Italia che, mercoledì scorso, non ha partecipato al voto perché è considerata incompatibile: è dipendente della Chieti Solidale, stessa società che gestisce le tre farmacie pubbliche cittadine. Secondo Di Primio, non ci sarebbe incompatibilità e Fusilli potrebbe votare.
L’astensione di Costantini nel consiglio di mercoledì scorso si è rivelata decisiva: l’amministrazione Di Primio si è ritrovata sconfitta 15-16 per mano dell’opposizione e dei 5 ribelli del centrodestra – oltre a Costantini, Stefano Rispoli e Mario Troiano, ex di Forza Italia passati al gruppo misto, Mario De Lio e Roberto Melideo dell’Udc. La Lega spiega: «Costantini, senza illustrare in alcun modo le sue motivazioni al partito, ha espresso astensione immotivata dal voto sulla delibera sulla vendita della farmacia. Nelle direttive della Lega», dicono Mammarella e D’Aloisio, «ci sono la condivisione e la compartecipazione alla discussione sulle tematiche da trattare in sede di delibere. A Chieti, la Lega è sostanzialmente parte della maggioranza e il dissenso immotivato reca nocumento alla linea politica del partito ove non retto da motivazioni logiche». Mammarella e D’Aloisio accusano Costantini di essere una mina vagante: «Non ha mai informato la dirigenza delle iniziative, degli indirizzi di voto e delle motivazioni, ignorando più volte gli inviti della dirigenza a illustrare con largo anticipo le iniziative politiche».
Costantini non ci sta a passare per un traditore: «Non è vero che non c’è stato coinvolgimento», risponde, «ho mandato delle mail ai vertici ma non sono stato mai convocato e mostrerò i documenti. Ma come si fa a vendere una farmacia che fa utili? Se fosse venduta, la Chieti Solidale, presto srl, sarebbe compromessa. La verità è che sono stato cacciato dopo la telefonata di Di Primio al deputato Giuseppe Bellachioma: la Lega Abruzzo non è come il partito nazionale, pensa a difendere gli interessi di palazzo e non quelli dei cittadini. Cosa farò? Adesso, voterò contro la vendita della farmacia altroché astensione».

