La Lega: subito al lavoro per i problemi della città

22 Ottobre 2021

Il Carroccio con 2.300 voti, pari al 12%, è diventato la prima forza politica locale Memmo e Campitelli: sugli assessorati ci aspettiamo proposte eque dal sindaco

LANCIANO. Primo partito in città con 2.230 voti, quasi il 12% delle preferenze, 4 consiglieri eletti e almeno due assessorati in arrivo, magari con la carica di vicesindaco per il capolista Danilo Ranieri. Sono i numeri - e le aspirazioni - della Lega che, con il vicesegretario regionale Emiliano Di Matteo, l’assessore regionale Nicola Campitelli, il coordinatore cittadino Fausto Memmo, ringrazia la città per la fiducia ed è pronta a lavorare. «Mettiamo le promesse della campagna elettorale sulle scrivanie e trasformiamole in realtà», dice Campitelli che non guarda agli assessorati, ora. «Le poltrone? Abbiamo i numeri, ma non battiamo i pugni per averle», precisa.
I NUMERI«Il 12% quasi delle preferenze e 2.330 voti: la Lega è il primo partito della città e ha dato un contributo importante per la vittoria di Filippo Paolini. Ringraziamo i cittadini per la fiducia e i candidati per la disponibilità». È il coordinatore cittadino Memmo a sottolineare il risultato del Carroccio arrivato al voto per la prima volta come partito. «È un risultato straordinario», continua Campitelli, «raggiunto grazie all’unità che i cittadini si aspettavano e che è arrivata anche per la maturità politica mostrata dalla Lega che, nonostante un suo candidato (Ranieri, ndc), ha fatto un passo di fianco per il bene della coalizione e della città puntando su un uomo dalla grande esperienza e accettato da tutto il centrodestra come Paolini. Ci ha premiato poi la scelta di puntare sul rinnovamento: 24 nomi nuovi, sconosciuti alla politica ma non ai cittadini per creare una nuova classe dirigente. Siamo arrivati a 2.300 voti partendo dal movimento “Noi con Salvini”, nel 2016 che raccolse 500 voti con il candidato Errico D’Amico. Siamo cresciuti con il lavoro e siamo ora la prima forza cittadina».
L’OBIETTIVO«Dobbiamo dare risposte alla città: prediamo il programma elettorale e iniziamo a depennare le promesse fatte trasformandole in azioni», riprende Campitelli. E ad agire saranno persone competenti. «Eleggiamo avvocati, un medico, un laureato in economia, non selvaggi o “barbari”. La “i” la facciamo senza righello». È la stoccata allo scrittore Remo Rapino che in un video sui social, ha ironizzato sulla vittoria del centrodestra. Parla di impegno Campitelli anche di chi non è stato eletto. «Nessuno scende dal carro, a meno che lo voglia. Chi non è eletto lavorerà lo stesso a progetti e a idee». Concetto ribadito da Di Matteo: «Ognuno è indispensabile nel proprio ruolo. Siamo stati il motore del centrodestra che, quando è unito, è credibile e vince. Superate le divergenze fisiologiche, abbiamo saputo fare sintesi con Paolini. Abbiamo fatto passi indietro per garantire l’unità».
LA GIUNTANumeri alti, passi indietro: la Lega avrà più assessorati? «Le deleghe le assegna il sindaco», dice Di Matteo, «e Paolini saprà mettere insieme una squadra eccellente». «Ci confronteremo a breve con Paolini», chiude Memmo, «ma siamo sicuri che farà proposte eque. Non battiamo i pugni, vogliamo solo lavorare». E due assessorati dovrebbero arrivare per Ranieri (bilancio) e Cinzia Amoroso, e magari anche la carica di vicesindaco per Ranieri, che era candidato sindaco. Carica ambita anche da Tonia Paolucci (LiA), la più votata (801) e Paolo Bomba, candidato sindaco di Fdi, che pure avranno assessorati. Con loro in giunta Angelo Palmieri, Graziella Di Campli e Maria Ida Troilo, se Paolini guarderà più ai numeri per assegnare le deleghe.
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