La legge punisce con il carcere i ladri di storia

12 Novembre 2023

La legge per la tutela del patrimonio culturale, entrata in vigore il 23 marzo 2022, ha introdotto nuove fattispecie di reato, innalzato le pene e introdotto aggravanti quando oggetto di reati comuni...

La legge per la tutela del patrimonio culturale, entrata in vigore il 23 marzo 2022, ha introdotto nuove fattispecie di reato, innalzato le pene e introdotto aggravanti quando oggetto di reati comuni siano beni culturali. La riforma tiene conto degli obblighi assunti anche dall’Italia con la convenzione di Nicosia firmata il 19 maggio 2017. L’accordo ha l’obiettivo «di prevenire e combattere la distruzione intenzionale, il danno e la tratta dei beni culturali, rafforzando l’effettività e la capacità di risposta del sistema di giustizia penale rispetto ai reati riguardanti i beni culturali, facilitando la cooperazione internazionale sul tema, e prevedendo misure preventive. In particolare, la convenzione prevede che costituiscano reato diverse condotte in danno di beni culturali, tra cui il furto, gli scavi illegali, l’importazione e l’esportazione illegali, nonché l’acquisizione e la commercializzazione dei beni così ottenuti. Riconosce, inoltre, come reato la falsificazione di documenti e la distruzione o il danneggiamento intenzionale dei beni culturali». Un esempio concreto delle pene inasprite? «Chiunque impiega in attività economiche o finanziarie beni culturali provenienti da delitto è punito con la reclusione da cinque a tredici anni e con la multa da 6.000 a 30.000 euro».