La lenta agonia delle piscine ferme ormai da un mese

Malgrado le promesse del gestore la struttura comunale non ha più riaperto Parte l’ennesima diffida: pronta anche la seconda multa dopo quella di 5mila euro
LANCIANO. È passato un mese dalla sospensione di tutte le attività nel centro sportivo Le Gemelle 2.0 gestito dalla società pescarese SportLife che ha acquistato le quote societarie dalla precedente Wellness. La struttura-gioiello del valore di 3 milioni di euro (realizzata in project financing da privati e con 700mila euro di fondi regionali) resta chiusa. Eccetto che per le giornate del 27 e 28 marzo e per la sala attrezzi, dal 22 marzo scorso a causa di gravi problemi gestionali, culminati nelle dimissioni di 12 dipendenti e all’autosospensione di altri 37, il centro non ha più riaperto al pubblico.
E il Comune di Lanciano, proprietario dell’impianto, ha già comminato una multa di 5mila euro dopo aver inviato tre solleciti al titolare unico della SportLife, Vincenzo Serraiocco il 1°, il 4 e il 12 aprile. A causa del perdurare della sospensione delle attività gli uffici di Palazzo di città hanno inviato a Serraiocco un’ennesima diffida: se il centro sportivo non riaprirà al pubblico entro qualche giorno sarà comminata un’altra multa di diverse migliaia di euro.
La lenta agonia della struttura che per numeri, professionisti impiegati e grandezza è considerato uno dei migliori impianti della regione, è iniziata nei mesi scorsi. Nel febbraio scorsi alcuni utenti avevano segnalato al Centro una serie di piccoli disservizi iniziati con la nuova gestione del Parco piscine. Tra questi si evidenziava anche l’esasperazione dei dipendenti che, senza stipendio da mesi, si assentavano dalle lezioni per protesta. Era seguita una nota del centro sportivo che rincuorava sulla regolarità di tutti i servizi. Ma l’idillio dura poco. Una quarantina di dipendenti aveva in seguito incrociato le braccia e sospeso tutte le attività sportive e agonistiche per un intero weekend in segno di protesta per il mancato pagamento delle mensilità a partire dal mese di gennaio.
Nonostante le promesse del gestore fatte al sindaco Mario Pupillo e all’assessore allo sport Davide Caporale, gli stipendi, ad oggi, non sono stati ancora pagati alla quasi totalità dei dipendenti. E sono arrivati come macigni anche i distacchi delle utenze di gas, luce e acqua che hanno provocato non pochi problemi tecnici.
La struttura attualmente è infatti in stato di degrado. I delicati macchinari che regolano i valori batteriologici dell’acqua delle due vasche semiolimpioniche e la temperatura di acqua e aria hanno subito dei black out e degli arresti forzati con conseguenze per il regolare funzionamento. L’acqua delle vasche, a causa del lungo periodo di inattività, è attualmente inutilizzabile.
Il Comune, a parte i controlli assidui sulla struttura per verificarne l’apertura al pubblico, al momento non ha avviato controversie per la rescissione del contratto col gestore.
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