La linea dura del questore «Servono più pattuglie»

Borzacchiello si presenta e detta le nuove regole: fondamentali le telecamere Primo incontro con prefetto e vertici di carabinieri e finanza: lavoriamo insieme
CHIETI. Più pattuglie schierate in strada per rassicurare i cittadini e tenere alla larga i malviventi: «Il controllo del territorio è fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini». E poi più telecamere di sorveglianza per controllare quello che accade in strada: «Possono essere utili come deterrente e durante le indagini». Il nuovo questore Ruggiero Borzacchiello, che ha preso il posto di Raffaele Palumbo, si presenta puntando alla strada e promette di affrontare i problemi di petto: sarà un questore di prima linea e non un uomo da ufficio. «Ci sono tutti i presupposti per lavorare bene sul territorio di Chieti», annuncia Borzacchiello, 60 anni, originario di Barletta, arrivato a Chieti dalla questura di Isernia.
Borzacchiello conosce già Chieti: le particolarità di una città divisa tra centro storico e area industriale allo Scalo, la vicinanza alla costa, l’ateneo e, poi, i due commissariati da coordinare, a Lanciano e Vasto. Il questore ha già incontrato il prefetto Antonio Corona e non è stato soltanto un incontro di convenevoli: questore e prefetto hanno parlato della sicurezza a Chieti e provincia, a partire dai controlli durante le manifestazioni d’estate. E Borzacchiello ha messo sul tavolo il suo modo di intervenire: fare squadra e cioè collaborazione tra le forze dell’ordine. «Ritengo sia di fondamentale importanza la “squadra Stato”», dice il questore, «dai primi contatti con il prefetto c’è un’uniformità di vedute e di intenti: se riusciamo a essere uniti e compatti sicuramente i risultati arriveranno». Borzacchiello ha incontrato anche i comandanti provinciale dei carabinieri, il colonnello Florimondo Forleo, e della finanza, il colonnello Serafino Fiore.
Il quadro tracciato da Borzacchiello è quello di una provincia «senza grosse emergenze» anche se l’area del Vastese si presta al rischio di infiltrazioni da parte di organizzazioni malavitose pugliesi. «Bisogna essere sempre vigili per mantenere un livello di tranquillità», dice il questore, «per garantire una maggiore sicurezza sia nel capoluogo che nella provincia è necessario sviluppare il controllo del territorio in toto: sarà fondamentale avere più pattuglie in strada per controllare in maniera più capillare e più telecamere per avere riscontri più veloci».
«Le principali emergenze lungo la costa», dice Borzacchiello, «sono droga, prostituzione e furti. Attività che attecchiscono dove ci sono maggiori risorse e possibilità di fare soldi in maniera illecita. La zona di confine con il Molise è un nervo scoperto per la possibilità di infiltrazioni criminali da Puglia o Campania. Va data la massima attenzione a questi fenomeni perché bisogna essere sempre vigili e mantenere alta la soglia d’attenzione per evitare che il fenomeno venga sottovalutato».
Dal 2002 al 2005, Borzacchiello ha comandato il commissariato di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, dove, tra le altre cose, ha indagato sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone, sparita nel 2004. (p.l.)

