La maggioranza ai ferri corti De Rentiis: «Via il vicesindaco»

Il fedelissimo del sindaco Paolini chiede le dimissioni di Ranieri e di chi si candiderà alle Regionali Il governo cittadino deve fare i conti con le ripercussioni dell’uscita di Campitelli dalla Lega
LANCIANO . «Gli organi di governo passano, i sindaci restano»: è il capogruppo della lista Alleanza con Paolini, 208 preferenze alle Comunali con quella che è poi diventata la terza forza politica cittadina, e fedelissimo del sindaco Filippo Paolini, Fernando De Rentiis, a suonare la sveglia all’amministrazione in carica. Il suo endorsement pubblico «all’amico fraterno» Filippo Paolini è sembrato a tutti quello che voleva essere: un messaggio politico in piena regola per assicurare, se mai ce ne fosse bisogno, eterna fiducia al sindaco laddove qualcuno sembra invece remare contro. Messaggio che arriva al culmine di settimane di empasse e di correnti interne più o meno palesi, con il gradimento per la giunta che cala, le contrade in rivolta e le elezioni regionali alle porte che squassano ancor di più il delicato equilibrio di un centrodestra cittadino che sembra alla resa dei conti.
«Sono capogruppo della lista del sindaco e resterò tale», dice in aula di consiglio comunale De Rentiis, durante la dichiarazione di voto per l’approvazione dei debiti fuori bilancio e in risposta ad alcune voci che ha tenuto a smentire, «lista che ha dato l’opportunità, dopo dieci anni, di sconfiggere il centrosinistra. Caro sindaco», continua De Rentiis rivolgendosi direttamente al primo cittadino, «questa città, questa maggioranza ti devono tanto. Passerai alla storia per aver riunito il centrodestra e aver vinto dopo 10 anni di centrosinistra. Mi auguro che tutti i nodi arriveranno al pettine e insieme a te sarò sempre pronto e disponibile a risolverli».
Un monito che arriva dritto dritto alla giunta e ai consiglieri delle forze politiche che la compongono, in primis Fratelli d’Italia e Lega, in fibrillazione per le candidature e da settimane alle prese con il nuovo scacchiere regionale delineato anche dalla fuoriuscita dalla Lega dell’assessore regionale Nicola Campitelli, la cui squadra lancianese, che fino a qualche settimana fa si dichiarava «coesa e compatta», è fedelissima alla sua linea e in presenza massiccia nel consiglio di Lanciano. «Chiedo formalmente le dimissioni dell’assessore e vicesindaco Danilo Ranieri», attacca De Rentiis a margine della sua dichiarazione in consiglio, «se è ancora della Lega, cosa che non mi risulta, lo dichiari; se non lo è più si dimetta, rimettendo le nomine nella mani del sindaco e dimostrando lealtà nei confronti di chi lo ha votato».
Il nome di Ranieri, tra i più presenti nella scena politica locale e tra i più attivi in giunta, compare tra le firme dei membri dei direttivi di Lanciano e Atessa che sconfessano l’operato del commissario provinciale della Lega Maurizio Bucci, che nei giorni scorsi ha commissariato le sezioni di Lanciano e Atessa esautorando Fausto Memmo e Carla Cattafesta, sostituendoli con l’assessore alle Politiche sociali Cinzia Amoroso per Lanciano e Arianna Conicella per Atessa. De Rentiis non le manda a dire: «Chi si candida in Regione», aggiunge, «deve dimettersi da assessore perché questa città e i cittadini si aspettano delle risposte». Da tempo il consigliere più vicino a Paolini assieme a Luciano Bisbano, lamenta un pericoloso «immobilismo» della giunta. «Ricordo a chi siede ora al fianco del sindaco», conclude De Rentiis che alle regionali sosterrà il candidato della Lega e imprenditore Donato Di Campli, «che fin dal marzo 2021 ho sostenuto la candidatura a sindaco di Filippo Paolini, mentre alcuni membri della giunta attuale si consideravano tutti le migliori proposte in campo per diventare primi cittadini».
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