La maggioranza approva la manovra fiscale

Nuove tariffe sui rifiuti, agevolazioni Imu e Tari: bocciati gli emendamenti dell’opposizione
LANCIANO. La manovra fiscale 2014 supera l’esame del consiglio comunale grazie ai voti della maggioranza. È scontro sui numeri con l’opposizione, che nega la riduzione delle tasse. Dopo il voto contrario al consuntivo, il consigliere Gabriele Di Bucchianico, passato al gruppo misto, si astiene su tariffe e aliquote.
È terminata poco prima delle 23 di martedì la prima delle due sedute sui conti comunali. A metà ottobre in aula arriverà anche il bilancio di previsione. La manovra fiscale, intanto, è stata approvata con le nuove tariffe sui rifiuti, che si giovano di una riduzione di 415mila euro nei costi del servizio, le nuove agevolazioni Imu, in particolare per terreni edificabili e attività commerciali e artigianali, e la nuova tassa sulla prima casa, la Tari. È su questa che si consuma lo scontro più acceso. La minoranza si presenta in aula con due emendamenti al regolamento della Iuc, la nuova imposta unica comunale: il primo propone di eliminare la soglia di 500 euro di rendita catastale per le case utilizzate da familiari in linea retta come abitazione principale (sotto i 500 euro si azzera l’Imu e si paga solo la Tasi), il secondo prevede una maggiore rateizzazione nei pagamenti. A sottoscriverli sono anche Alex Caporale (Upl), ormai fuori dalla maggioranza, e Di Bucchianico, passato al gruppo misto (del quale è stato indicato come capogruppo). Ma la maggioranza li boccia.
«Non c’è la volontà politica di venire incontro alle esigenze dei cittadini», commenta Paolo Bomba (Udc), «anche le case popolari hanno una rendita superiore a 500 euro: così com’è è un’esenzione virtuale, non reale». «Erano proposte di buonsenso», aggiunge Ermando Bozza (Con Bozza sindaco), «rispetto a questa preclusione, il nostro è un voto fortemente contrario». A incendiare gli animi è, poco dopo, la tassa sulla prima casa. Viene bocciato anche il terzo emendamento per portare il valore della Tasi all’1 per mille, come Vasto. «Tra aliquota e addizionale il valore scelto dal Comune è 2,7 per mille, non 1,9 come afferma la giunta», interviene Manlio D’Ortona (Fi) che poi attacca: «Sommando le entrate da tasse comunali rispetto al 2013 non sono diminuite, ma aumentate di 650mila euro».
«Negare la diminuzione delle tasse sulla prima casa vuol dire cercare di occultare la verità», ribatte il vicesindaco Pino Valente, «paragonare il gettito previsto nel 2014 della Tasi con il 2013, quando il governo abolì l’Imu prima casa, è la dimostrazione che una parte dell’opposizione non ha argomenti seri da opporre a chi amministra la città Nel 2012 il Comune incassava 2.450.000 euro, nel 2014 incasserà 1.800.000 euro. Se avessimo messo l’aliquota al massimo si ritornerebbe alla cifra iniziale». (s.so.)
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