La maggioranza perde altri pezzi E Ferrara va alla conferenza di Fi

Il consigliere comunale Zappone lascia il polo civico e torna in Forza Italia: «La città è immobile» L’insolita presenza del sindaco in platea scatena il malumore del capogruppo Febbo: «Povera Chieti»
CHIETI. La maggioranza del sindaco Diego Ferrara perde pezzi. Il consigliere Damiano Zappone, il più giovane dell’intero consiglio comunale, lascia il polo civico del vice sindaco Paolo De Cesare e torna in Forza Italia. Costituirà il gruppo forzista nell’assiste civica e lavorerà a stretto contatto con il capogruppo di Forza Chieti, Maurizio Costa. Ad annunciarlo è stato lo stesso Zappone nel corso di una conferenza stampa alla quale si è presentato anche il sindaco Ferrara, una presenza che ha spiazzato e irritato i presenti. Ferrara era stato messo a conoscenza dell’appuntamento dagli stessi forzisti ma non era stato invitato. L’uscita dalla maggioranza di Zappone è il secondo contraccolpo al voto sulla delibera salva-Teateservizi. Il primo è rappresentato dalle dimissioni dell’assessore al bilancio Tiziana Della Penna, anche lei riferibile al polo civico.
IL GIRO DI BOA
Venticinque anni, studente di Giurisprudenza, Zappone ha iniziato a fare politica con FI. Nel 2020 era coordinatore cittadino dei giovani forzisti quando si è autosospeso per tentare l’avventura civica alle elezioni. È entrato in un polo che era sì civico, ma anche pieno zeppo di simpatie per il centrodestra e si è ritrovato in un’alleanza con il centrosinistra. Spiega il suo ritorno in FI parlando di «immobilismo amministrativo», pur sottolineando di essersi trovato molto bene dal punto di vista umano con il polo di De Cesare, a cui dice di dovere «gratitudine». Cita, a questo riguardo, sia Ferrara che De Cesare che il capogruppo della civica con cui è stato eletto, Vincenzo Ginefra. Ma, spiega, «dopo due anni e mezzo siamo al giro di boa dell’amministrazione: dovevamo risolvere le criticità, ma non siamo andati avanti. Immobilismo amministrativo, finanziamenti persi, opere pubbliche al palo, il tunnel un esempio su tutti, famiglie che scappano: ecco cos’è Chieti».
LA DELIBERA CONTESTATA
La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’approvazione della delibera salva-Teateservizi: «Non andava votata», dice, e mostra di non aver mandato giù le accuse da parte del resto della maggioranza sul «tradimento» di chi non ha votato l’atto, né il fatto che la delega alle partecipate sia andata all’assessore Enrico Raimondi. «Sono loro che hanno tradito il patto di maggioranza», replica, «votare quella delibera non è stato un atto di coraggio ma di incoscienza. Irrispettoso nei riguardi della Corte dei conti. Su Teateservizi si doveva agire subito, non attendere un anno e mezzo. La riscossione andava ceduta. Per salvarla ora si dissanguano le casse comunali». Gli dà man forte il capogruppo in consiglio regionale Mauro Febbo: «La verità è che Teateservizi non doveva nascere», dice Febbo, «quando io ero assessore comunale fui contrario. E infatti fu il centrosinistra a crearla».
FEBBO E FERRARA
A dare il bentornato a Zappone arriva tutta Forza Italia locale. Oltre Febbo e Costa, c’erano il deputato Nazario Pagano, l’assessore regionale Daniele D’Amario, il coordinatore comunale Pietro D’Arcangelo e quello provinciale Luca Conti. E nessuno digerisce la presenza del sindaco seduto in prima fila. Febbo prova una delle sue invettive contro l’amministrazione, ma poi si ferma: «Non è questa la sede», dice, «ma avremo modo di spiegare alla città quello che sta succedendo. Appena dopo Pasqua, faremo una serie di incontri in giro per Chieti». Il consigliere regionale sembra guardare alle prossime scadenze elettorali, prima fra tutte le elezioni regionali, e riparte anche dalla squadra, che si era sfaldata alle ultime elezioni comunali perdendo pezzi importanti (molti dei quali confluiti nella Lega, vedi l’attuale capogruppo consiliare Mario Colantonio). A fine conferenza stampa, gli sfugge, però, un reiterato «povera Chieti», rivolto ad alta voce verso Ferrara. Lapidario il commento del sindaco su Zappone: «È salito sul carro del vincitore, peccato perché perde l’occasione di partecipare alla messa in atto degli importanti obiettivi che concretizzeremo nei prossimi due anni».
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