La marcia dei 28 sindaci per salvare il tribunale

I primi cittadini del Vastese pronti a scendere in strada: «Presidio indispensabile» Appello dell’avvocato Pennetta al ministro Bonafede: «Serve più sicurezza»
VASTO. Tutti insieme, a prescindere dal colore politico e uniti dalla fascia tricolore sul petto, per difendere il tribunale di Vasto. Ventotto sindaci hanno aderito già alla manifestazione di protesta che andrà in scena a Roma per salvare il tribunale organizzata dall’avvocato Angela Pennetta. Dal 2012 il Vastese non si compatta in modo così deciso contro la soppressione del tribunale. Al silenzio dello Stato sul futuro del tribunale, questa volta, i sindaci rispondono gridando il diritto alla giustizia e alla sicurezza. Sul pullman diretto a Roma sono pronti a salire i sindaci Francesco Menna (Vasto), Tiziana Magnacca (San Salvo), Saverio Di Giacomo (Monteodorisio), Antonio Di Pietro (Pollutri), Catherine Aurore Rossi (San Giovanni Lipioni), Alfonso Ottaviano(Scerni), Nino Di Fonso (Torino di Sangro), Mimmo Budano (Villalfonsina), Filippo Marinucci (Casalbordino), Walter Di Laudo (Celenza sul Trigno), Emanuele Marcovecchio (sindaco di Cupello e consigliere regionale della Lega), Filippo Stampone (Fraine), Angelo Marchione ( Furci), Agostino Chieffo (Gissi), Giuseppe Masciulli (Palmoli), Franco Paglione (Roccaspinalveti), Nicola Filippone ( San Buono), Luciano Piluso (Schiavi d’Abruzzo), Angela Cristina Lella (Torrebruna), Ernano Marcovecchio (Tufillo), Antonio Colonna (Carpineto Sinello), Gianfranco D’Isabella (Carunchio), Donato Sabatino (Castelguidone), Felice Magnacca (Castiglione Messer Marino), Rocco D’Adamio (Dogliola), Giovanni Di Stefano (Fresagrandinaria, Carlo Raciatti (Guilmi), Carlo Moro (Lentella) e Donato Di Giacomo (Liscia).
«Sono anni che insisto per la salvezza di questo tribunale», ricorda Menna. «Senza tribunale sarebbe configurabile l’ipotesi di giustizia negata», dice Magnacca. «La soppressione del tribunale», protestano i sindaci di Casalbordino e Villalfonsina, Marinucci e Budano, «è un ulteriore colpo inferto ai cittadini del Vastese». «La procura e gli altri uffici giudiziari devono essere salvati e attrarre gli altri fori della zona perché il tribunale di Vasto rappresenta un fondamentale presidio di legalità, importante per combattere le possibili infiltrazioni di criminalità», affermano i sindaci.
Con gli amministratori ci saranno anche imprenditori e commercianti. «Tolto il tribunale, salteranno gli uffici e tutta l’attività commerciale connessa», fanno notare gli operatori. Anche Antonio Turdò, presidente dell’associazione Pro-Trignina andrà nella Capitale. A stretto giro l’avvocato Pennetta fisserà la data del sit-in. Intanto ieri la penalista ha inviato un altro messaggio al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ribadendo che «al tribunale e alla procura è collegata la sicurezza».

