La mattinata di Conte tra abbracci e selfie: «Fate come i sardi»

L’ex premier attacca Marsilio e Meloni. Appello agli indecisi Bagno di folla sul Corso e incontro coi medici al Caffè Vittoria
CHIETI. Dalla ferrovia Pescara-Roma alla sanità regionale, passando per Meloni, Gaza, Ucraina e Navalny: nel breve bagno di folla nel centro di Chieti Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, tra un abbraccio e l’altro tocca i temi caldi della politica nazionale e internazionale, e li condisce con le bacchettate al presidente abruzzese uscente Marco Marsilio e alla premier Giorgia Meloni, oltre che con gli accorati appelli per «convincere a votare gli indecisi».
L’ex presidente del consiglio salta per motivi organizzativi l’incontro al mercato della Villa e inizia la mattinata teatina direttamente da corso Marrucino. Davanti alla Provincia lo aspettano simpatizzanti e attivisti, il sindaco Diego Ferrara e i leader locali del Movimento: la deputata Daniela Torto, l’assessore comunale Fabio Stella e la consigliera regionale Barbara Stella. Alla stampa ribadisce la posizione su Gaza, dando dell’«ipocrita» a Meloni che «finora si è sempre astenuta sul cessate il fuoco» (poco dopo rincara con «ambigua» e «vigliacca» sul suo presunto attacco al Quirinale»); commenta in diretta con La7 i funerali di Aleksej Navalnyj; stigmatizza la risoluzione del Parlamento europeo che punta alla «vittoria militare sulla Russia» e ribadisce il sostegno alla sovranità dell’Ucraina ma da raggiungere «con i negoziati». Anche perché questo sostegno militare costerebbe «lo 0,25% del Pil, 5 miliardi». E qui entra nel campo abruzzese, perché alla sanità di miliardi «la Meloni ne dà tre, quando ne servirebbero decine». Perciò confida di rivedere dagli abruzzesi il «forte segnale di rinnovamento arrivato dai sardi». Sottolinea che la giunta Marsilio è da bocciare: «Senza offesa, non so se per incapacità o perché governa in smart working da Roma». Come ad Avezzano torna sulla ferrovia Pescara-Roma: «Una vergogna rifinanziarla a pochi giorni dalle elezioni dopo averla definanziata», accusa, «peraltro rifinanziano i lotti 1 e 2: praticamente si fa la Pescara-Chieti».
Quindi la breve passeggiata sotto i portici fino al Caffè Vittoria. Tra abbracci e strette di mano, incassa complimenti e attestati di stima. Gli si presenta l’ex sindaco Francesco Ricci: «Siamo felici della sua presenza, ci aiuterà». Non manca un contestatore isolato che lancia il suo «vergogna» in lontananza. Infine al Vittoria, dove è stipata una settantina di persone, l’incontro con i medici chietini, introdotto da Torto che lo invita a «sentire da loro la realtà del territorio dimenticata da Marsilio» e dal sindaco Ferrara che manifesta l’«ammirazione per l’uomo e per il politico», maturata soprattutto «come medico quando c’era la pandemia». Ferrara, da «uomo di centrosinistra che ha sempre sentito la vicinanza dei 5 Stelle», sottolinea che «qui c’è un laboratorio politico che matura e dà i suoi frutti».
Poi ascolta i medici, insiste sui temi della sanità, a partire dalle «liste d’attesa di 400-500 giorni per un esame». Si attende il candidato presidente Luciano D’Amico, che però non ce la fa ad arrivare. E così la chiosa è il siparietto con il comico Germano D’Aurelio in arte ’Nduccio, che tra una gag e l’altra ripete quella di Marsilio che «la prima volta che è venuto in Abruzzo è arrivato a Dragonara, ed è andato a Passolanciano al posto di andare a Lanciano. Spero che in cinque anni abbia imparato la strada e che mo l’aretrove e se n’arivà a la casa».
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