«La mia macchina in bilico L’asfalto sparito di colpo»

Parla l’avvocato Di Rocco, il primo a finire con due ruote nella voragine Prima della chiusura con le transenne anche una Mini One ci resta dentro
CHIETI. «Con la mia macchina sono rimasto in bilico sulla voragine profonda 4 metri». L’avvocato Massimo Di Rocco, 49 anni, ha visto l’asfalto sprofondare sotto le ruote della sua Bmw X6 nera. È stato lui il primo a lanciare l’allarme per l’enorme buca che, nel cuore della notte, si è aperta all’improvviso su via Asinio Herio, in pieno centro storico. Al mattino Di Rocco accetta di ripercorrere quei minuti di tensione. È rimasto illeso «solo per fortuna», per usare le parole del sindaco Umberto Di Primio.
«Come al solito», racconta l’avvocato, «ieri sono uscito tardi dal mio studio di corso Marrucino: sarà stata mezzanotte passata. Fatto sta che ho ripreso la macchina parcheggiata nella zona della Trinità. Dopo essere transitato sulla prima parte del corso e in via Spaventa, mi sono immesso su via Herio». E la strada, senza alcun preavviso, si è spalancata sotto di lui. «Ho visto l’asfalto franare e ho sentito un rumore assordante. È stata una sensazione bruttissima. In quegli attimi ho pensato: adesso sprofondo nella voragine. Anche se non potevo rendermi conto di quanto fosse ampia e profonda, ho capito subito che era successo qualcosa di grave. D’istinto, ho deviato la traiettoria e mi sono buttato sulla destra, verso il marciapiede. Nonostante questo e la velocità contenuta, le due ruote di sinistra sono finite dentro la voragine». E la Bmw è rimasta in bilico. «È durato tutto pochi istanti», prosegue l’avvocato. «Ne sono uscito grazie al fatto che si tratta di una macchina 4x4. Se non avessi avuto un Suv, forse le cose sarebbero andate diversamente». Di Rocco ha accostato l’auto dopo pochi metri, sempre sul lato destro della strada, in direzione della cattedrale di San Giustino. «A quel punto sono subito sceso. Ho iniziato a bloccare il traffico e a segnalare il pericolo alle altre auto che arrivavano. Ma un ragazzo di Chieti che era al volante di una Mini One è finito dentro la buca e ha avuto le mie stesse conseguenze: per fortuna, anche lui non ha avuto danni fisici». L’avvocato ha telefonato immediatamente al 113. Sul posto si sono precipitati i poliziotti della volante e i vigili del fuoco, che hanno transennato la zona. In via Herio, verso l’una, è arrivato anche il sindaco Di Primio insieme a un operaio del Comune. «La mia auto ha riportato danni abbastanza significativi: ecco perché è dovuto intervenire il carro attrezzi», precisa Di Rocco. «Le ruote si sono spaccate, l’asse è rimasto piegato. Ma va benissimo così, perché a livello fisico ne sono uscito illeso».
Era andata peggio, qualche anno fa, agli automobilisti sprofondati nelle voragini di piazza Garibaldi e di via Ricci: le ferite, il ricovero in ospedale, la riabilitazione. «Lo ammetto», conclude Di Rocco, «c’è stata tantissima paura: la profondità della buca mi ha lasciato sconcertato. E stanotte non ho chiuso occhio». Ieri mattina l’avvocato è tornato sul posto. E con la luce del giorno, mentre gli operai erano impegnati nei lavori di ripristino e i curiosi scattavano foto a non finire, è apparso ancora più evidente il pericolo scampato. Ora Di Rocco si prepara a chiedere i danni al Comune.
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