«La mia vita da inviata in tv ma penso sempre al Vico»

La giornalista di Sky Carola Di Nisio racconta i suoi esordi: dal liceo alla redazione «Amo la mia città ma non offriva niente, andare a Milano non è stata una fuga»
CHIETI . «A Milano ti accompagno io. Dieci giorni di tempo. Poi te ne torni a Chieti». Carola Di Nisio, giornalista di Sky Tg24, le parole di papà Carlo le ricorda bene. «E ricordo anche la mia determinazione. Volevo farcela, dovevo farcela. Perché nella mia città, che amo peraltro in maniera appassionata, non vedevo opportunità di lavoro». La storia può cominciare. «Abitavo nella zona Scalo dove la sirena della cartiera Burgo scandiva i tempi di una giornata. Le medie alle Orsoline, il liceo classico al Vico, mi sono poi laureata a Pescara in Lingue, inglese e tedesco, mentre studiavo anche pianoforte con risultati di buon spessore. Sentivo, però, che era comunque meglio andar via. Nonostante la città, con il suo bellissimo centro storico, mi abbia sempre affascinato. Gli amici in piazza della Trinità, le serate al Fictio e poi, quando nevicava, la Villa comunale assumeva per me qualcosa di straordinario. Quasi magico. Nessuna fuga, solo il desiderio di fare qualcosa che potesse interessarmi davvero. Mio padre, scettico ma comunque disposto ad assecondare le mie “idee strane”, mi diede, appunto, un tempo. Convinto che sarei tornata dopo pochi giorni».
IL CELLULARE DELLA NONNA. Ma non andò così. Infatti a Carola piaceva anche scrivere e iniziò subito a bussare alle porte di tutti i quotidiani. «Dopo aver trovato intanto lavoro come supplente in una scuola privata iniziai a collaborare con Il Giorno. Diecimila lire lorde a pezzo, ricordo ancora il mio primo articolo su una gara di agility dog. Altre collaborazioni con riviste dedicate alla salute ed al fitness fino a quando si spalancarono le porte della redazione del quotidiano on line Il Nuovo.it. Capivo che le cose, tra vari affanni, stavano comunque per prendere la strada giusta». Se ne accorse anche nonna Ida che regalò a Carola il suo primo cellulare. «Una sorta di citofono che ai tempi costava tantissimo. Voleva che la chiamassi spesso per farle sapere come stavo mentre mamma Rosanna spingeva, visto che ormai avevo deciso di vivere lontano, per un trasferimento a Roma».
SI CHIAMERÀ SKY. Proviamoci. Curriculum inviati dappertutto, con la determinazione di sempre. Uno di questi suscitò l'interesse di Sarah Varetto, giornalista già affermata in campo televisivo. «Mi chiamò per un colloquio proponendomi di entrare a far parte della redazione di una nuova emittente a pagamento che si sarebbe chiamata Sky. Non sapevo di parlare con una persona destinata a diventare il mio direttore in una grande realtà ma accettai subito con entusiasmo e così partì, circa sedici anni fa, una nuova avventura. Iniziai con la trasmissione “Controcorrente” di Corrado Formigli, abitavo a Roma dalle parti del Gra e da allora è stato tutto un crescendo di esperienze in un ambiente in cui si respirava un clima davvero coinvolgente». E dove c’era un collega bello, brillante e con un passato di attore, ovvero John Pedeferri. «Il quale, al tempo, non faceva altro che “scroccarmi” le sigarette», continua sorridendo Carola, «beh, insomma, poi è diventato mio marito e sono arrivati Carlotta e Marcello, due bambini che, tra l’altro, vivono con entusiasmo i nostri ritorni a Chieti, città della quale anche John è ormai innamorato».
DALLA NOSTRA INVIATA. Intanto la carriera di Carola decolla con servizi da ogni parte d’Italia e anche dall’estero. «Ricordo il naufragio della Costa Concordia e, in particolare, tutti i servizi legati al nostro territorio come il terremoto dell’Aquila, la tragedia di Rigopiano, l’esplosione di una fabbrica di fuochi d’artificio a Tagliacozzo ed il problema legato ai pedaggi sulla A24 e A25. A Milano, dove due anni fa Sky ha spostato il proprio quartier generale, è comunque presente una folta rappresentanza abruzzese dalla quale vengo spesso apostrofata con un simpatico signo’, a racchiudere un certo senso di appartenenza». L’estate scorsa, un incidente di percorso, nei giorni del crollo del ponte Morandi a Genova, quando, in diretta, Carola non riconobbe, in piazza De Ferrari, il sindaco Marco Bucci. Una gaffe che ci può ampiamente stare ma destinata a scatenare ironie ed offese sui social. «A margine di quell’episodio, mi piace comunque ricordare la solidarietà e l’apprezzamento per il mio lavoro ricevuto da parte di tanti colleghi. La determinazione e la passione con la quale svolgo questa professione non ne sono rimaste scalfite anche perché ho il piacere di lavorare in una splendida redazione, guidata da alcuni mesi da Giuseppe De Bellis, dove esiste tra tutti noi un ottimo rapporto».
LA FONTANA GHIACCIATA. Di nuovo a Milano, dunque. Un evidente segno del destino. «Già. Anche mia madre, professoressa ora in pensione, si è praticamente rassegnata al ruolo di nonna pendolare». L’estate. Con qualche giorno di vacanza da spendere con la famiglia sul mare abruzzese. Una full immersion, quella di Carola nella sua terra, destinata a riproporre un forte legame. «Milano è ormai casa nostra, non ho mai pensato ad una vita diversa in un mondo di provincia, ma il piacere di tornare appena possibile esiste sempre. Due anni fa il collega Luca Ciceroni, meteorologo di Sky, aprì un servizio sulle forti nevicate nel centro-Italia proprio con le immagini della Villa comunale di Chieti innevata e con la fontana ghiacciata. Che dire. Vedendolo, mi sono emozionata come sempre. Ed anche parecchio».

