La minaccia con il coltello davanti ai figli

Le violenze sotto l’effetto dell’alcol non risparmiavano neanche i bambini: 37enne arrestato
LANCIANO. La minacciava di morte davanti ai bambini, le puntava contro un coltello da cucina anche se lei teneva in braccio il figlioletto di un anno. Scene di quotidiano terrore che la donna ha sopportato per due anni e alle quali hanno assistito, atterriti e impotenti, anche i suoi tre figli minori. Alle vessazioni e ai maltrattamenti hanno posto fine gli agenti del commissariato di Lanciano che ieri hanno arrestato F.A., 37 anni, romeno residente a Lanciano. Ora è in carcere con le accuse di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori. Le indagini, condotte dal commissariato e coordinate dalla Procura, sono partite dalla denuncia sporta dalla donna, che si è fatta coraggio anche per proteggere i tre figli, due dei quali nati da un precedente matrimonio (solo l’ultimo, il più piccolo, era di F.A.), spesso minacciati di morte dall’uomo.
La convivenza era iniziata con i migliori auspici per la donna, reduce da una relazione fallita. Ma, presto, si è trasformata in un inferno. Secondo le accuse sarebbero stati due anni di violenze, minacce, vessazioni psichiche e fisiche. Dal 2014 all’ottobre 2016 l’uomo, che spesso abusava di sostanze alcooliche, l’avrebbe denigrata e minacciata di morte. In più di un’occasione il compagno l’avrebbe minacciava brandendo un coltello da cucina in presenza dei tre figli minori. Il più piccolo, di appena un anno, è figlio anche dell’arrestato. Un legame che non gli avrebbe evitato di puntare la lama e minacciare di morte la mamma che lo teneva in braccio. E le intimidazioni non avrebbero risparmiato neanche i due figli della compagna, nati dalla precedente relazione.
Distrutta dalla situazione, diventata ormai ingestibile, la donna nell’ottobre 2016 ha interrotto la convivenza. Ma a quel punto sono iniziate le molestie e i pedinamenti. Negli ultimi mesi F.A. l’avrebbe tempestata di messaggi nella speranza di tornare assieme. L’uomo avrebbe tentato anche di introdursi con la forza all’interno della abitazione della donna. L’avrebbe pedinata e seguita nei suoi spostamenti, cagionandole un grave stato di ansia e timore per la propria incolumità. L’arresto - la misura cautelare richiesta dal pubblico ministero Rosaria Vechci è stata accolta dal gip Massimo Canosa - è scattato per interrompere la condotta criminale dell’uomo prima che potesse giungere a commettere reati più gravi ai danni della donna o dei figli. (t.d.r.)
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