La Minerva alla Remigio rompe il clima di tensione
CHIETI. Nel giorno dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, il conferimento dell’Ordine della Minerva è arrivato solo per Carmela Remigio, il soprano pescarese che è diventato simbolo del canto...
CHIETI. Nel giorno dell’inaugurazione del nuovo anno accademico, il conferimento dell’Ordine della Minerva è arrivato solo per Carmela Remigio, il soprano pescarese che è diventato simbolo del canto abruzzese in tutto il mondo. Tanta l'emozione. Ieri la Remigio, con i suoi 43 anni portati splendidamente, sembrava fosse di fronte ad una platea per la prima volta. Ma sono stati innumerevoli i teatri internazionali che l’artista abruzzese ha conquistato, dalla Scala di Milano, alla Fenice di Venezia, fino al festival di Salisburgo. Dopo la formazione nell’Accademia musicale pescarese, dal 1997 è spalla di Luciano Pavarotti in oltre settanta concerti in giro per il mondo. Dedica particolare attenzione alle opere di Mozart, cantandone tutti i maggiori ruoli da protagonista. Claudio Abbado la sceglie giovanissima per interpretare il ruolo di Donna Anna in una prestigiosa edizione discografica del Don Giovanni dell’etichetta Deutsche Grammophon, collaborando anche con Peter Brook. Già Il critico musicale Elvio Giudici la considera un soprano «dalla voce ampia e di fascinoso timbro scuro, sostenuta da un’emissione che il solido appoggio rende morbida, duttile, compatta nei passaggi di registro». Artista di livello internazionale è stata insignita anche del Ciattè d’oro, la massima onorificenza della città di Pescara, diventando Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo. Ma ieri l’inaugurazione dell’anno accademico ha visto anche una dedica particolare: l’aula magna è stata intitolata al professor Francesco Antonio Manzoli, che fu tra i fondatori della D’Annunzio, venuto a mancare a 77 anni. Pescarese d’origine, studia all’università di Bologna e nel 1968 ottiene la libera docenza in Istologia ed embriologia. Nel 1971 si trasferisce all’università di Chieti come docente di Istologia, diventando preside della facoltà di Medicina e chirurgia fino al 1980. Anno in cui è richiamato all’università di Bologna come ordinario della prima cattedra di Anatomia umana normale. Tra i suoi prestigiosi incarichi: la presidenza degli istituti Ortopedici Rizzoli, è membro del Consiglio nazionale delle ricerche e della Commissione dei farmaci ed anche direttore dell’istituto Superiore di sanità. In lui un desiderio che ieri torna alla mente e che, forse, oggi assume ancor più significato: contribuire a rendere la D’Annunzio un’università d’eccellenza.
Edoardo Raimondi

