La minoranza accusa «Debiti in crescita e crediti non riscossi»

18 Maggio 2018

San Salvo. Conto consuntivo approvato dalla maggioranza Pd: il nuovo regolamento delle entrate penalizza i residenti 

SAN SALVO. «Continua l’opera di divulgazione e di diffusione da parte dell’amministrazione comunale di notizie di cui non c’è niente da andarne fieri». Lo sostengono i consiglieri di minoranza del Pd Gennaro Luciano, Antonio Boschetti e Giovanni Mariotti, dopo l’approvazione da parte della maggioranza, del conto consuntivo 2017 nel consiglio di martedì scorso. «Sul piano tecnico, dal punto di vista contabile e ragionieristico non abbiamo nulla da obiettare, è sul piano politico che però viene fuori la totale mancanza di programmazione da parte dell’amministrazione comunale», affermano i consiglieri.
Dal conto consuntivo l’avanzo di cassa del comune è pari a circa 3 milioni di euro. «Di questi 3 milioni di euro però, 2 milioni e 800 mila euro sono riservati, per legge, al fondo per i crediti di dubbia esigibilità e quindi ne sono disponibili solo 8 mila. Con l’aggiunta poi di una variazione di bilancio già approvata di 185mila euro per piccole opere di manutenzione ordinaria, non di certo per lavori pubblici». Con una buona programmazione tali quote di accantonamento possono diminuire, «ma a San Salvo invece quest’anno non solo non è avvenuto, ma nel bilancio di previsione 2018, il sindaco Tiziana Magnacca e la sua maggioranza hanno già accantonato ulteriori 667mila euro che entreranno nel prossimo fondo per i crediti di dubbia esigibilità», continuano gli esponenti del Pd. «La carente programmazione comunale si evince anche dalla gestione dei residui attivi, cioè quei crediti che devono essere riscossi dall’amministrazione nell’arco dell’esercizio annuale di bilancio. Dal conto consuntivo si evince che dei circa 10 milioni di euro di credito, ne sono stati riscossi solo 4 milioni e dunque i restanti 6 milioni di euro non riscossi andranno a far lievitare il fondo residui attivi di circa 18 milioni di euro, ulteriore motivo per il quale l’amministrazione comunale è costretta ad alimentare il fondo per i crediti di dubbia esigibilità».
All’affermazione del sindaco sul buon recupero dell’evasione fiscale, i consiglieri di minoranza rispondono che «per ciò che concerne l’Imu c’è stato un recupero pari al 29%; sulla Tari e sulla Tarsu il recupero si aggira intorno al 15,7%; sulla Tasi è invece pari al 4,8%. In sostanza una media di recupero dell’evasione vicino al 25%. Un flop totale che aumenterà in seguito all’approvazione del regolamento delle entrate tributarie, fortemente penalizzante per il cittadino che è già di per sé in difficoltà a causa dell’attuale crisi economica. Dal 2015 al 2017 il debito pro-capite è passato da 600 euro a circa 740 euro», concludono i consiglieri di minoranza.
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