La morte del delfino resterà un mistero

4 Novembre 2014

ORTONA. Non ci sarà nessuna autopsia che possa chiarire le cause del decesso del delfino trovato spiaggiato sul litorale ortonese, in località Punta Ferruccio, una delle mete naturalistiche più...

ORTONA. Non ci sarà nessuna autopsia che possa chiarire le cause del decesso del delfino trovato spiaggiato sul litorale ortonese, in località Punta Ferruccio, una delle mete naturalistiche più belle d’Abruzzo. I motivi della morte del mammifero marino rimarranno un mistero che non sarà mai svelato. Sono essenzialmente due i punti che non hanno permesso un esame necroscopico: la difficoltà nel raggiungere via terra il luogo del ritrovamento e le cattive condizioni marine dei giorni scorsi, che conseguentemente hanno reso impossibile anche un intervento via mare con l’utilizzo di mezzi idonei e specifici che potessero essere utili al recupero del cetaceo. Appartenente alla specie tursiope, il delfino lungo 295 centimetri «era in un buon stato di conservazione e non presentava lesioni né reti in bocca» sostiene il dottor William Di Nardo, medico veterinario della Asl Lanciano Vasto Chieti, intervenuto sul posto sabato mattina. «Senza l’autopsia è impossibile chiarire i motivi della morte del mammifero, ogni considerazione sarebbe inutile», aggiunge.

Intanto gli ambientalisti lanciano l'allarme. Il vicepresidente del Wwf zona frentana-costa teatina, Fabrizia Arduini, invita a riflettere su questi casi, che non sono più isolati. «Il fatto è inquietante dato che si presenta dopo lo spiaggiamento dei capodogli a Vasto e dopo quello del delfino a Francavilla», commenta Arduini. «Non è normale tutto questo, sarebbe opportuno capire che cosa sta succedendo al nostro mare». (a.s.)

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