La morte della Dialifluids, i lavoratori accusano tutti

CANOSA SANNITA. Le avevano organizzato il funerale qualche tempo fa, ora invece ne propongono la camera ardente a chiunque voglia darle l'ultimo saluto. I lavoratori della Dialifluids, azienda di...
CANOSA SANNITA. Le avevano organizzato il funerale qualche tempo fa, ora invece ne propongono la camera ardente a chiunque voglia darle l'ultimo saluto. I lavoratori della Dialifluids, azienda di Canosa Sannita che ha da poco chiuso i battenti, continuano a mantenere viva la polemica su una vertenza che è stata durissima e ricca di proteste. Negli ultimi giorni le maestranze hanno allestito dentro un locale al centro del paese, chiuso con una vetrina, la camera ardente in onore della fabbrica che produceva liquidi per dialisi preconfezionati in sacche. La bara sulla quale poggia il manifestino funebre, due lumini e lo striscione «stop allo scandalo Fresenius», contornano l'ambiente in lutto. Sulla vetrina, invece, un lungo elenco che ''condanna'' gran parte dei protagonisti della vertenza, dal direttore di stabilimento, alle istituzioni regionali fino al sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, e le sigle sindacali. «Qui riposa la Dialifluids srl», esordisce lo stesso elenco, prima di attaccare con parole anche pesanti i vari personaggi. «Qui riposa l'assemblea pubblica che il vicepresidente della Regione Giovanni Lolli doveva presiedere a Canosa Sannita, per la cittadinanza e lavoratori tutti», si dice in un punto. In un altro si aggiunge «qui riposa l'impegno preso dal Presidente della Regione Luciano D'Alfonso e mai adempito», e ancora «qui riposano le bandiere della Cgil, Cisl e Uil, i segretari con le loro bugie e incompetenze, l'Rsu e le tanto amate tessere». Alessandro Primante, uno dei lavoratori più attivi durante le proteste dei mesi scorsi e delegato Rsu Uil ha ribadito la versione da lui sempre esposta: «L'azienda è stata chiusa nel silenzio più totale. Ora in paese c'è tensione tra i lavoratori e soprattutto molta paura, il lavoro non lo si trova dietro l'angolo».
Dopo l'ultimo incontro al Mise il sindaco di Canosa Sannita, Lorenzo Di Sario, aveva parlato di nuove strade percorribili per permettere alle maestranze di poter continuare a lavorare in quel sito. Ma Primante non è fiducioso: «Ma a Roma hanno capito di cosa si è parlato?» ha chiosato in tono del tutto polemico. (a.s.)

