La mostra (Con)fusioni chiude un ciclo di dieci anni

23 Maggio 2018

LANCIANO. Si è conclusa domenica a Lanciano (Con)fusioni Club Foyer, la mostra fotografica alternativa sull’incompiuto e sulla ricerca, giunta al decimo anno. E potrebbe essere stata l’ultima...

LANCIANO. Si è conclusa domenica a Lanciano (Con)fusioni Club Foyer, la mostra fotografica alternativa sull’incompiuto e sulla ricerca, giunta al decimo anno. E potrebbe essere stata l’ultima edizione della manifestazione ideata da Luca Di Francescantonio e organizzata dall’associazione Arena7 con il patrocinio del Comune. «Sono passati dieci anni da quando nacque l’idea di dare a Lanciano un festival di arte contemporanea partendo dalle generazioni più giovani, per creare dialogo e interazione tra sconosciuti», spiega Di Francescantonio, «molti artisti, provenienti da ogni parte d’Abruzzo, si sono incontrati durante queste dieci edizioni e allo stesso tempo il pubblico si è avvicinato ad un qualcosa di mai visto prima. Abbiamo dato esempio di poter fare qualcosa di nuovo. Ma gli anni sono passati anche con difficoltà, sostenere con l’associazione Arena7 tutto questo non ha è stato facile. A Lanciano esistono manifestazioni e identità più radicate e più accolte ed è per questo che credo sia difficile ricevere fondi per un evento in più, oltre la difficoltà di inserire qualcosa di dedicato al contemporaneo. Sebbene ci sono stati molti visitatori venuti anche da fuori e ci sia una buona parte di assetati curiosi di cultura alternativa non credo che il “contemporaneo” sia accettato da buona parte della città», continua l’ideatore, «ne sono stati esempi le installazioni in piazza delle passate edizioni e l’albero di Natale del gruppo di artisti di Lignum. Quindi (Con)Fusioni conclude il suo tragitto di dieci anni qui, riflettendo o pensando ad altro, dopo anni di lavoro duro. Se mai dovesse ritornare dovrebbe farlo con la sicurezza di fondi accompagnati da un progetto comune tra commercianti e Comune per creare un evento di cultura e turismo di attrazione mai vista prima qui in città».