La multinazionale Emarc al posto della Golden Lady

Sciolto il riserbo sull’azienda interessata a rilevare il sito dell’ex calzificio Ha succursali in Paesi europei e asiatici e produce per grandi marche auto
GISSI. Pasqua di speranza per gli ex lavoratori della Golden Lady di Gissi. Mercoledì scorso i rappresentanti sindacali provinciali hanno ricevuto la comunicazione ufficiale da parte di Giovanni Lolli, assessore e vicepresidente della giunta regionale guidata dal presidente Luciano D’Alfonso, del raggiungimento dell’obiettivo della riconversione. «Siamo stati informati», riferiscono i delegati Cgil, Cisl e Uil, «che il Gruppo Emarc spa, attraverso una nota del suo amministratore delegato, si è scusato per il ritardo della risposta a causa degli impegni contingenti negli Stati Uniti d’America ed ha confermato l’interesse per l’operazione di riconversione, dichiarando che entro i prossimi due mesi verrà formalizzato il relativo piano industriale. Come organizzazioni sindacali», commentano Cgil, Cisl e Uil, «prendiamo atto della comunicazione e attendiamo fiduciosi, senza illudere nessuno - visto quanto accaduto in precedenza - una convocazione per avere maggiori informazioni su questa operazione». La traumatica odissea subita dai 380 dipendenti ha lasciato il segno. Troppe volte i lavoratori sono stati illusi. Troppe volte agli annunci è seguito il nulla.
GRUPPO EMARC. A dare maggiori garanzie questa volta è proprio il nome del gruppo. Emarc spa, con sede legale a Torino, è una multinazionale. Attualmente è presente in 7 Paesi europei e asiatici ma si sta allargando anche agli Stati Uniti. Oltre agli stabilimenti in Italia (a Lanciano, Vinovo, Chivasso, Cassino e Melfi) il gruppo Emarc spa è presente in Francia, Polonia, Romania, Turchia, Brasile e India. L’azienda che produce componenti metallici da tubolari, profilati e pezzi stampati ha fra i clienti Fiat, Alfa Romeo, Lancia, Iveco, Audi, Ranault, Psa Peugeot e Citroen ed ha importanti partnership con il gruppo Fca.
OBIETTIVO DELLA REGIONE E INTERVENTI POLITICI. La promessa del vicepresidente della giunta regionale Lolli era arrivata all’indomani della delusione dell’incontro ministeriale di inizio anno: riuscire a raggiungere un accordo con l’azienda metalmeccanica interessata a rilevare il sito della ex Golden Lady per la vicinanza con la zona della Val di Sangro e con lo stabilimento della Sevel che produce i furgoni Ducato. L’assessore Lolli aveva anche promesso di fornire notizie ai lavoratori entro il primo trimestre 2015. La notizia che i lavoratori aspettavano è arrivata. Lolli non è stato il solo a battersi per la risoluzione della vicenda. Alla Camera dei deputati, il sottosegretario al ministero del Lavoro e alle politiche sociali, Luigi Bobba, ha risposto a una interrogazione presentata da Gianni Melilla, deputato di Sinistra, ecologia e libertà (Sel). Bobba ha assicurato l’attenzione del ministero dello Sviluppo economico per individuare, nell’ambito del lavoro di scouting , altri soggetti industriali interessati alla reindustrializzazione del sito di Gissi. La Regione, che segue costantemente la vertenza, a gennaio ha assicurato l’utilizzo dei fondi comunitari europei per il progetto industriale e occupazionale. I presupposti per la rinascita della ex Golden Lady questa volta ci sono. Non resta che incrociare le dita e sperare che per 380 famiglie dopo due anni di inferno arrivi finalmente il sereno.
Paola Calvano
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