La nevicata costa al Comune 65mila euro
Quantificata la spesa del maltempo dei primi di gennaio. In bilancio erano stanziati 7mila euro
LANCIANO. Il tetto del Palazzo degli studi messo in sicurezza, oltre una trentina di buche, segnalate dai cittadini dopo la neve, già ricoperte e piccoli interventi da ultimare. Sono i lavori fatti dopo l’ondata di neve e gelo che ha colpito la città nei giorni scorsi. Nevicata, non abbondante, ma che è costata alle casse comunali circa 65.000 euro. «Per fortuna non abbiamo avuto grossi danni materiali a parte alcune tegole cadute dal tetto di Palazzo degli studi», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «ma abbiamo utilizzato quasi tutti i mezzi privati spargisale e spazzaneve, al sale che avevamo abbiamo aggiunto altri 300 quintali, e sommando anche circa 4mila euro di asfalti a freddo a conti fatti la nevicata di inizio mese costa 65.000 euro». E peserà sul bilancio, visto che erano preventivati circa 7mila euro. Ma calcolare quanto possa costare una nevicata non è facile; basti pensare che per il 2017 il Comune aveva messo in bilancio 4mila euro per il piano neve e il disastro bianco invece è costato ben 493.000 euro. Senza particolari emergenze, il costo per spazzaneve e altri mezzi è di circa 10mila euro al giorno ed è una stima molto approssimativa perché molto dipende dalle condizioni di gelo, dai tipi di mezzi usati, da quanti sono e da quante ore lavorano. E questa volta più che la neve è stato il ghiaccio a causare problemi, nonché scivolate con una dozzina di persone finite all’ospedale Renzetti e una quindicina di bambini, alcuni insegnanti e genitori della Rocco Carabba caduti sulla strada della scuola coperta di ghiaccio, fortunatamente senza finire in ospedale.
«Tra gli interventi fatti in questi giorni c’è la messa in sicurezza del tetto di Palazzo degli studi», riprende Verna, «da parte degli operai comunali. Hanno tolto le tegole ancora pericolanti e sistemato il tetto. Stiamo raccogliendo dei preventivi per posizionare, sul lato del Corso, delle griglie per bloccare le tegole per una maggiore sicurezza. Sempre per garantire la sicurezza, ma di automobilisti e pedoni, abbiamo fatto ricorso ad altre due richieste di fornitura di asfalto a freddo, per coprire le buche che si sono formate sulle strade sia a causa della neve, del sale, e sia dell’usura del tempo. Abbiamo avuto una trentina di segnalazioni di buche che abbiamo subito ricoperto. Non in via Panoramica, perché la profonda buca che si è aperta nel centro della strada è stata causata da un problema della rete fognaria di cui si occupa la Sasi».
Teresa Di Rocco
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