«La nostra casa svenduta a mille euro»
La rabbia degli ex proprietari Ircam, industria fallita: se non revocano l’assegnazione faremo azioni clamorose al tribunale
CHIETI. «Vittime di una procedura fallimentare mostruosa», la loro casa di Bucchianico, quella dove vivono, lo scorso luglio è stata venduta all’asta per circa 1.000 euro. Ora pur di non perdere l’ abitazione se non verrà revocata la procedura di assegnazione della casa sono disposti a tutto anche ad azioni clamorose davanti al tribunale. É la storia di Antonino De Leonardis, 75 anni, e la moglie Sandra Santoferrara, di 71, ex proprietari della Ircam srl, una industria vicino Chieti che realizzava capannoni industriali e telai per le gallerie dell’A14, con oltre 70 lavoratori, viene dichiarata fallita nel 1987. E da allora inizia l’incubo per gli anziani a causa di «una serie di irregolarità», a loro dire, «fatte durante la procedura fallimentare». Della storia se ne è occupato il Centro circa un anno fa quando De Leonardis aveva chiesto di fermare la vendita all’asta. I coniugi sono legalmente assistiti da un pool di avvocati della associazione «3A» di Mestre che segue in tutta Italia questi casi particolari. Uno molto recente che ha riguardato anche la provincia di Chieti è stato quello dei fratelli Timperio morti in un incidente stradale. Il motivo per il quale De Leonardis sono stati sottoposti dalla curatela del fallimento alla procedura di esproprio dell’abitazione riguarda un presunto debito di 107.849 euro, rivendicato dalla concessionaria di una nota banca. Che secondo De Leonardis non risulterebbe neanche tra i creditori ammessi al passivo. Anzi questi creditori, anche in base a una consulenza del giudice delegato al fallimento, avrebbero ricevuto più di quanto spettasse loro. Cosicché i De Leonardis chiedono il recupero di quel denaro, la ricostituzione della massa fallimentare e la corretta ripartizione dei debiti, nel rispetto dei gradi e della par condicio creditorum. La somma da recuperare in base alla legge fallimentare è di 249mila euro circa, mentre il presunto credito vantato dalla concessionaria della banca è di 106.849 mila euro. «Ne consegue», dicono i De Leonardis, «che la vendita della casa dove abitiamo è stata illegittima, ma anche che noi siamo creditori e non debitori». Inoltre, in seguito a un esposto dei De Leonardis, tramite l’avvocato Marco Bevilacqua, attualmente la procura di Napoli sta indagando sul caso. Ma i coniugi accusano la curatela che ha venduto la loro abitazione, una casa antica di 600 metri quadri con affreschi, a 240mila euro ma con un contributo a fondo perduto per l’acquirente di 239mila euro concesso dallo Stato in seguito al terremoto del 2009. «Quindi la nostra casa», dice De Leonardis, «considerando il contributo è stata venduta a 1.364 euro!». Per bloccare l’aggiudicazione hanno anche inoltrato un esposto per turbativa d’asta. Ma il caso è stato archiviato. «Ormai siamo disposti a tutto per fermare questa colossale ingiustizia», concludono i coniugi, «compresa una clamorosa protesta davanti al tribunale di Chieti».(k.g.)

