La Notte dei ricercatori fa tappa al campus

Al via i preparativi per la festa dell’ateneo: il 24 settembre le eccellenze della d’Annunzio in mostra
CHIETI. “Ricercare la bellezza”, sarà questo il tema della nuova edizione della Notte europea dei ricercatori, a cui anche quest’anno partecipa l’università d’Annunzio. L’appuntamento è nel campus teatino per venerdì 24 settembre. L’ateneo guidato dal rettore Sergio Caputi ha intenzione di organizzare un grande evento dopo lo stop imposto lo scorso anno dalla pandemia.
La Notte europea dei ricercatori è un importante appuntamento divulgativo che vede ricercatori e studiosi impegnati nel far conoscere al pubblico in generale e, in modo particolare, ai più giovani l’importanza della ricerca scientifica e della cultura. La novità di questa edizione è che l’appuntamento sarà ospitato nel campus universitario di Chieti. Ciò offrirà la possibilità di visitare i tanti laboratori e di conoscere direttamente le numerose e importanti attività di ricerca e formazione che quotidianamente si tengono all’interno del campus, attraverso percorsi guidati ed esperienze dirette con i ricercatori dell’ateneo. La manifestazione sarà preceduta da una serie di iniziative che si terranno nei giorni precedenti a Pescara e a Chieti.
Il tema di quest’anno, “Ricercare la bellezza”, sarà sviluppato attraverso un ricco programma che prevede convegni, talk, seminari, visite ai laboratori scientifici, esperimenti dal vivo e spettacoli di intrattenimento. La preparazione e l’allestimento della manifestazione vede l’impegno di buona parte del personale dell’ateneo, coordinato da un gruppo di lavoro nominato dal rettore Caputi e guidato da Arcangelo Merla, delegato di ateneo alla terza missione.
«Dopo mesi di distanziamento e la totale assenza di occasioni d’incontro», dice Merla, «abbiamo avvertito la necessità di tornare ad attività in presenza che coinvolgono il pubblico. E abbiamo scelto il tema della bellezza, della sua riscoperta e della sua cura come motore della ripartenza post pandemia. L’emergenza pandemica ha inoltre indicato una volta di più che la ricerca scientifica in tutte le discipline, dalla biologia, all’economia, all’architettura fino alla filosofia è l’unico strumento capace, insieme al senso del bello, di superare le difficoltà anche quando esse appaiono insormontabili». (a.i.)

