La “nuova” maggioranza attacca: città ferma, colpa di Castiglione

Nei primi tre mesi dell’anno convocato solo un consiglio comunale e su richiesta dell’opposizione Per i 9 consiglieri frattura insanabile. «Il sindaco si assuma le sue responsabilità, non ha alternative»
ORTONA . Non si arrestano le polemiche sulla crisi politica che sta attraversando l’amministrazione guidata da Leo Castiglione. Al momento il sindaco risulta essere in minoranza da quando i consiglieri comunali Simona Rabottini, Italia Cocco e Antonio Sorgetti hanno formato il nuovo gruppo: “Città che amo”. La situazione adesso è ferma. Con l’approvazione del bilancio di previsione alle porte.
Tornano sull’argomento i 9 consiglieri comunali dei gruppi “Solo Ortona nella testa”, Fratelli d’Italia e “Città che amo”. «Ormai il consiglio comunale è estromesso dall'attività di palazzo e dalle scelte strategiche della città. In 3 mesi dall'inizio dell'anno ci siamo riuniti una sola volta e solo su nostra espressa richiesta», dicono Ilario Cocciola, Franco Vanni, Gianluca Coletti, Angelo Di Nardo, Simonetta Schiazza, Emore Cauti, Antonio Sorgetti, Simona Rabottini e Italia Cocco. «Un consiglio umiliato e ridotto ad organismo inutile e fastidioso, Castiglione e la sua giunta ignorano la città e i suoi rappresentanti, certo con il Giro d'Italia in arrivo e le festività patronali a breve è facile mettere la testa sotto la sabbia e fingere di nulla ma i nodi al pettine poi arrivano e oggi non c'è alternativa per dirimere la matassa se non quella che Castiglione si assuma le sue responsabilità, considerato che ha ritirato le dimissioni ben sapendo di non avere una maggioranza».
Per i 9 occorre tenere anche conto che, così come il presidente del consiglio non convoca l'assemblea civica, anche il Comitato porto tiene spalla al sindaco ancorché sollecitato a riunirsi poiché pendono importanti questioni irrisolte come l'escavazione dei fondali e il piano regolatore dello scalo marittimo, o le commissioni consiliari che non si riuniscono dopo aver scoperto di essere in minoranza come è accaduto sulla toponomastica che tuttavia continua nei suoi lavori grazie alla loro presenza e alla presidenza Sorgetti. «Anche gli assessori», concludono, «sono in stallo visto che non possono deliberare provvedimenti da portare in consiglio per il timore di ricevere una bocciatura. Questo stato di cose paralizza la città e il sindaco è l'unico responsabile e ne tragga le conseguenze».
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