La nuova piazza San Giustino sarà pronta entro cinque mesi

2 Gennaio 2022

Annuncio dell’assessore Rispoli: «Vogliamo finire i lavori entro l’11 maggio, festa del nostro patrono» Approvata un’altra variante al progetto: scompaiono la fontana sotto la cattedrale, verde e panchine

CHIETI. Sarà pronta a maggio, per la festa del santo patrono. La nuova piazza San Giustino è in dirittura d’arrivo. Il sindaco Diego Ferrara ha avuto assicurazioni dal direttore operativo Gianfranco Scatigna che sarà finita entro giugno, ma l’assessore ai lavori pubblici Stefano Rispoli coltiva il sogno di poterla aprire al pubblico già per la festa di San Giustino l’11 maggio. «Ci proviamo», dice Rispoli, «stiamo lavorando perché si riesca a terminarla nel più breve tempo possibile». Intanto la seconda variante al progetto originario è pronta a diventare esecutiva.
PRONTA LA VARIANTE «Si tratta», dice l’assessore, «di un’appendice progettuale nata dalla necessità di eseguire maggiori lavori rispetto a quanto precedentemente previsto, soprattutto in relazione alla ulteriore estensione delle aree da sottoporre a scavi archeologici sotto la sorveglianza della Soprintendenza». Proprio qualche giorno fa, gli archeologi della Soprintendenza hanno rinvenuto una sepoltura, grande e molto ricca, di epoca ellenistica. Un ritrovamento importante che fa il palio con quello della splendida testina di Venere di epoca romana. I lavori di piazza San Giustino sono stati avviati dalla precedente amministrazione, a settembre 2020 proprio allo scadere del mandato. L’appalto da un milione e mezzo di euro è stato affidato all’impresa Costruzioni Giulisa. La seconda variante di protetto è stata possibile grazie alla richiesta della nuova amministrazione di riutilizzare i 353.636 euro di ribasso d’asta, richiesta che ha avuto il via libera della Presidenza del Consiglio dei ministri. «Una quota parte del ribasso d’asta», spiega Rispoli, «verrà destinata a operazioni archeologiche di scavo e un’altra resta a disposizione dell’amministrazione per emergenze archeologiche, legate al restauro e al consolidamento dei resti rinvenuti, alla conservazione e a imprevisti connessi all’attività di indagine archeologica, sotto l’alta sorveglianza e l’indirizzo scientifico della Soprintendenza».
COME SARà LA PIAZZA Oltre ai risvolti archeologici, la variante al progetto prevede modifiche alla pavimentazione centrale della piazza, prevista in pietra bianca: non verrà più utilizzato infatti il Gran Perlato del Molise ma la pietra di Apricena. La piazza si presenterà visivamente con la parte centrale, una sorta di grande sagrato della cattedrale, in pietra di Apricena, dal colore bianco-giallastro; la parte davanti al municipio sarà realizzata invece in pietra di Trani-Bronzetto, giallo e ambrata, con la particolarità di 42 mattonelle su cui verrà inciso il nome di tutte le contrade cittadine, dal centro storico alle più lontane periferie; e poi ci sarà una parte più scura, in pietra vulcanica, basalto dell’Etna di colore grigio, che si sviluppa davanti a tribunale e a palazzo Mezzanotte e palazzo Di Luzio. A parte le panchine e la complessa illuminazione, studiata per esaltare la cattedrale e i palazzi storici che incorniciano la piazza, non vi saranno altri arredi urbani. Spariscono i pali dell’illuminazione, sparisce la fontana prevista in origine tra le due scalinate della chiesa e sparisce anche il giardinetto.
IL CUORE DELLA CITTà «Il progetto così modificato e qualificato», spiega Rispoli, «è il miglior progetto per la piazza che rappresenta il cuore della città storica. Come in piazze di altri grandi città storiche, abbiamo deciso di non inserire arredi urbani specifici, perché il contesto intorno alla piazza è quello che fa l’arredamento». La decisione di togliere tutto è stata, infatti, presa sia su indicazione della Soprintendenza, sia nell’intento di esaltare figurativamente i palazzi storici e soprattutto la grande e complessa mole architettonica della cattedrale.