“La pace inizia da noi” La marcia degli alunni sul valore della libertà

Striscioni, bandiere arcobaleno e palloncini alla 18ª edizione La sindaca: basta con morti, dolore, distruzione e sofferenze
SAN SALVO. Un grande striscione con la scritta “La pace inizia da noi”, bandiere arcobaleno e tantissimi palloncini colorati. È andata in scena ieri mattina a San Salvo la marcia per la pace a cui hanno partecipato le scuole di ogni ordine e grado. Il lungo e rumoroso serpentone ha attraversato le vie della città fino a raggiungere piazza San Vitale dove si è tenuto un flash mob. A dare il via al corteo è stato il complesso bandistico “Città di San Salvo”.
La marcia per la pace – giunta alla sua XVIII edizione – ha registrato la partecipazione della sindaca Emanuela De Nicolis, della presidente del consiglio comunale Tiziana Magnacca, della giunta comunale e dei consiglieri di maggioranza e minoranza. Presenti anche i parroci don Beniamino Di Renzo e don Raimondo Artese, i dirigenti scolastici Annarosa Costantini e Vincenzo Parente e l’assessore comunale di Vasto Anna Bosco.
«Non possiamo far finta che non stia accadendo nulla», ha rimarcato De Nicolis, «e dobbiamo stare attenti e riflettere sul significato della libertà e della democrazia. Se oggi possiamo dire di vivere in un paese libero e democratico lo dobbiamo ai nostri bisnonni che hanno combattuto per fare affermare questi valori di cui tutti godiamo i benefici». Nel suo intervento la sindaca è partita dalla guerra in corso nel cuore dell’Europa «che potrebbe generare un’escalation mondiale», per poi riflettere sulla pandemia parlando «di questa generazione chiamata a vivere momenti drammatici, di dolore e sofferenza». Ha poi voluto richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo, con le immagini che da mesi arrivano ogni giorno nelle nostre case e che ci danno la dimensione del dramma che si sta consumando in Ucraina. «Al di là delle ragioni storiche e politiche contano i fatti», ha incalzato De Nicolis, «sul campo restano i morti, il dolore, la distruzione, la sofferenza di milioni di persone, molte delle quali hanno dovuto lasciare la loro terra, le loro case, i loro affetti per tentare di salvarsi».
Hanno preso la parola anche il sindaco baby Sara Taraborrelli, il consigliere comunale dei ragazzi Antonio Spenza, le studentesse della 3ª B del Liceo scientifico Scienze applicate Alessia Antenucci e Michela Di Vincenzo.
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