La pallavolista conferma tutte le accuse

22 Maggio 2019

La giocatrice 17enne in tribunale chiama in causa il dirigente della società sui presunti abusi in una casa e in un ristorante

CHIETI. Ha confermato le accuse nei confronti del suo ex presidente, indagato per violenza sessuale. È stata ascoltata ieri mattina la giocatrice di pallavolo, all’epoca dei fatti sedicenne, che avrebbe subìto le morbose attenzioni da parte del massimo dirigente di una società sportiva della città. La ragazza, che deve ancora compiere 18 anni, ha fornito la sua versione nel corso dell’incidente probatorio, durato all’incirca un’ora, che si è svolto a porte chiuse al terzo piano del tribunale di Chieti, davanti al giudice per le indagini preliminari Luca De Ninis. Per l’accusa c’era il sostituto procuratore Marika Ponziani, mentre la giovane è assistita dall’avvocato Cristiano Maria Sicari.
Le molestie a sfondo sessuale sarebbero avvenute più volte. La ragazzina ha raccontato che, in una circostanza, è stata avvicinata nel bagno di un ristorante dove era in corso una cena anche alla presenza di altre persone che facevano parte della squadra: l’uomo l’avrebbe bloccata contro il muro. In un’altra occasione, invece, i morbosi atteggiamenti si sarebbero concretizzati nella casa dove la minore viveva con altre compagne di squadra: il presidente avrebbe approfittato dell’assenza di altre coinquiline.
All’attenzione dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Chieti, che conducono le indagini, sono finiti anche alcuni messaggi audio presenti sui cellulari delle persone coinvolte, tutte chat che potrebbero risultare utili per ricostruire il rapporto tra l’indagato e la vittima.
I presunti abusi sono venuti a galla dopo che la ragazza si è confidata con i genitori e si è rifiutata di tornare a Chieti perché spaventata da quegli episodi che l’avrebbero vista come vittima. Così la procura ha deciso di chiedere l’incidente probatorio. Si tratta di uno strumento processuale per cristallizzare prove, da utilizzare poi durante il dibattimento, che l’incedere del tempo e il mutare di circostanze e persone potrebbero mettere a rischio.
Il reato di violenza sessuale nei confronti di minori è procedibile d’ufficio: significa che non occorre formalizzare una denuncia per fare scattare le indagini.
L’avvocato Elena Santarelli, che ieri ha assistito in aula l’indagato, ha preferito non rilasciare dichiarazioni. Alla luce di quanto emerso dall’incidente probatorio, la procura dovrà decidere se ordinare nuove indagini, chiedere il processo oppure procedere con l’archiviazione.