La palpeggia in strada, sì allo sconto di pena

Ridotta a dieci mesi la condanna per lo studente che aggredì una ragazza vicino all’università
CHIETI. Sconto di pena per uno studente universitario accusato di aver aggredito in strada una ragazza, buttandola a terra e toccandola nelle parti intime. La Corte d’appello dell’Aquila ha ridotto da un anno e mezzo a dieci mesi la condanna nei confronti di Rahhl Ouafayi, 26 anni, di origine marocchina, che deve rispondere di violenza sessuale: i giudici di secondo grado hanno riconosciuto all’imputato le attenuanti generiche. È stato dunque accolto parzialmente il ricorso presentato dal difensore del giovane, l’avvocato Stefano Azzariti. Dopo il deposito delle motivazioni, previsto entro il 31 luglio, il legale deciderà se rivolgersi alla Corte di Cassazione.
La vicenda è scoppiata nell’aprile del 2017, quando una studentessa ha denunciato ai carabinieri l’universitario, arrivato da piccolo in città, dicendo che l’aveva palpeggiata e aggredita in via dei Vestini. Secondo la procura, il ragazzo aveva costretto la giovane «a subire atti sessuali», si legge nel capo di imputazione, «consistiti dapprima in palpeggiamenti e infine nel gettarla a terra ponendosi sopra di lei e toccandola nelle parti intime». Ma il giudice di primo grado ha ritenuto credibile solo l’episodio avvenuto in via dei Vestini, concedendo l’attenuante del «caso di minore gravità». Nel corso dell’indagine è saltato fuori anche un altro caso di violenza sessuale che sarebbe stato consumato pressappoco nello stesso periodo, sempre ai danni di una studentessa universitaria e sempre al campus di via dei Vestini. La ragazza sarebbe stata chiusa a chiave in bagno: da qui anche l’accusa di violenza privata. Ma su questa vicenda il tribunale non si è espresso: per un difetto di querela ha ritenuto non doversi procedere. Dopo la denuncia della ragazza, il 2 maggio del 2017 il 24enne era stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare. L’universitario era tornato libero dopo cinque mesi trascorsi ai domiciliari. Rahhl ha sempre respinto con forza tutte le accuse. (g.let.)
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