La Paolucci cala le carte: «Niente apparentamenti»

21 Maggio 2016

La leader: zero indennità a primo cittadino e assessori ma fondi alle start-up L’Urp aperto dalle 8 alle 20 e vigili urbani in servizio fino alle 4 del mattino

LANCIANO. Nessun apparentamento con nessuna delle due coalizioni in campo. Tonia Paolucci, leader di “Libertà in azione” e candidata a sindaco con quattro liste a suo supporto (Libertà in Azione, Tonia Paolucci Sindaco, S’Ignora Lanciano e CasaPound), mette da subito le cose in chiaro: si va da soli alla meta. «Siamo una forza civica con idee chiare fin dal 7 ottobre, data della nostra discesa in campo», dice la Paolucci, «abbiamo chiesto a tutti quelli che ci sostengono di metterci la faccia e di impegnarsi per un cambiamento radicale; e se cambiamento deve essere non ci sarà alcun apparentamento. Voglio che sia chiaro perché su questo argomento i miei concorrenti stanno giocando sporco: così siamo nati e così restiamo». La Paolucci ingrana la marcia e va dritta al punto. Era partita con largo anticipo già dall’autunno spiazzando tutti con una discesa in campo che sembrava un po’ azzardata, ma che adesso, settimana dopo settimana, convince sempre di più. Ieri, nella sede di via Piave, la candidata a sindaco ha presentato il suo programma, coerente, ben scritto e dai contenuti concreti.

I punti del programma. Si parte da un primo atto che potrebbe essere attuato immediatamente con una delibera di consiglio: l’azzeramento delle indennità di carica del sindaco e della giunta. «In cinque anni», spiega l’ex assessore alle finanze della giunta Paolini, Ermando Bozza, «si libera un milione di euro che saranno destinati alle start-up e al finanziamento di progetti per nuove opportunità di lavoro per giovani e meno giovani. Si parla sempre di dare l’esempio: questo è un insegnamento che si può e si deve dare ai cittadini in un momento così particolare come quello di oggi». Attenzione massima viene data alla riorganizzazione della macchina amministrativa. I settori previsti dalla squadra della Paolucci dovranno essere tre: gestione del territorio (urbanistica, lavori pubblici, commercio e attività produttive, ambiente), servizi alla persona (politiche sociali, cultura, istruzione, sport e sanità) e finanza e controllo (ufficio tributi, contabilità e finanza, ufficio personale, ufficio legale, anagrafe e servizi generali). «Mai più dispersioni in mille rivoli burocratici», incalza Bozza, «la distanza tra pensiero e azione deve essere di appena un secondo». Anche l’ufficio relazioni col pubblico deve essere efficiente: previsto un orario continuato dalle 8 alle 20. Necessario inoltre un ufficio finanziamenti europei, con personale formato e con l’obiettivo di intercettare fondi.

La polizia municipale. Tra le priorità delle azioni della Paolucci c’è quella di incrementare il personale della polizia municipale e di riorganizzare l’intero settore. Sarebbero ampliate anche le fasce orarie del servizio: non più fino alle 20, ma fino alle 4 del mattino. Per le scuole, quartieri popolosi e controllo del territorio si pensa di utilizzare forze in congedo e protezione civile.

Fusione dei comuni. Uno dei punti a cui tiene di più la squadra della Paolucci resta quello di una “Grande Lanciano”, un ente che diventerebbe, assieme ai comuni di San Vito, Fossacesia, Santa Maria Imbaro, Rocca San Giovanni, Mozzagrogna, Treglio e Castel Frentano, «un’unica testa con più braccia per ottimizzare i servizi, concentrare le forze e ottenere contribuiti per 15 milioni di euro in 10 anni». A decidere sarebbero i lancianesi tramite un referendum. «In altre regioni d’Italia», conclude la Paolucci, «questo progetto è già realtà. Ce lo chiede il governo, ma è l’unico modo per Lanciano per riavere centralità».

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