La Paolucci: siamo 4 liste, prendere o lasciare

9 Giugno 2016

La candidata civica col 22,66% è ormai l’ago della bilancia per Pupillo e D’Amico «Apparentamenti al secondo turno? Il gruppo è questo». E la chiama D’Alfonso

LANCIANO. «Stiamo valutando con la squadra i punti del programma su cui non si potrà transigere. Una cosa è certa: il gruppo è questo ed è costituito da quattro liste, questi siamo noi, prendere o lasciare». Tonia Paolucci (4.808 voti, 22,66%), nel mezzo di un incessante via vai di incontri e telefonate, si prenderà tutto il tempo concesso dalla legge (fino a domenica, entro sette giorni dal voto del primo turno) per decidere se appoggiare qualcuno, e chi, al ballottaggio di domenica 19 maggio. In queste ore si rincorrono ipotesi, valutazioni, offerte, ma su una cosa la Paolucci è chiara: la squadra non si cambia. Il “caso CasaPound” sembrerebbe dunque archiviato, anche se è possibile, così come prevede la normativa in materia elettorale, appoggiare solo alcune delle liste di una coalizione in caso di apparentamenti al secondo turno.

Le offerte. Altra cosa certa sono le chiamate, innumerevoli, che stanno arrivando alla candidata a sindaco e leader del movimento civico “Libertà in azione”. La Paolucci sta ascoltando tutti e tutti si sono mossi per lei, addirittura anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso. Gli schieramenti sia di Errico D’Amico che di Mario Pupillo si sono già fatti sentire e le offerte non arrivano solo dai candidati a sindaco, ma anche da segretari e rappresentanti di partito a tutti i livelli, dalle sedi provinciali, fino al Parlamento.

Il centrosinistra. Dalla parte del sindaco uscente Pupillo è stato posto un unico veto: escludere CasaPound dalla coalizione che si dichiara fermamente antifascista e che in più occasioni ha ribadito, per voce stessa di Pupillo, di non voler avere niente a che fare con il movimento di ispirazione dell’estrema destra. Dalla sua, però, il centrosinistra ha tutta la filiera governativa a disposizione, Provincia, Regione e governo. «Possono costruire ponti d’oro per la Paolucci», ironizza un rappresentante del centrodestra locale, «e lo faranno». La coalizione si è dichiarata aperta al confronto e sta spingendo sul forte civismo che anima la Paolucci e sul fatto che certe scelte passate mal si concilierebbero con un ritorno di fiamma. A sostenere la candidata a sindaco ci sono inoltre nomi eccellenti che hanno voluto concretizzare un deciso strappo alle logiche partitiche e alle scelte effettuate dal centrodestra locale. Tra questi c’è l’ex assessore alle finanze Ermando Bozza, l’ex capogruppo di Forza Italia in consiglio Manlio D’Ortona e l’ex Udc Orazio Martelli.

Il centrodestra. Anche nel centrodestra è corsa all’apparentamento, anche se proseguono serrati gli incontri con i candidati. Non tutti sarebbero entusiasti di appoggiare la Paolucci sul fronte dei partiti di destra. Il sostegno della leader del movimento civico potrebbe infatti decretare la presenza o meno di candidati consiglieri nella nuova assemblea civica in caso di vittoria del centrodestra. Ma l’aspirante sindaco D’Amico punta tutto sulla “comunanza di valori e progetti” e sul comune terreno elettorale che, a Lanciano, resta fondamentalmente di centrodestra. «Lanciano e i lancianesi hanno dato un segnale forte e chiaro», ribadisce D’Amico, «il 60% degli elettori ha votato per non volere più Pupillo alla guida della città. Questo è un fatto. Gli elettori hanno chiesto nuova centralità alle contrade, maggiore sicurezza, maggiore partecipazione per fare in modo che l’amministrazione torni ad essere vicina ai bisogni dei cittadini».

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