«La parentopoli al Cup è targata Pd»

L’accusa arriva dal consigliere d’opposizione D’Alessandro, ma Forte replica: solo fango per screditare il centrosinistra
VASTO. «Figli, parenti ed affini di esponenti del Pd, tutti assunti al Cup". Denuncia una presunta parentopoli il consigliere comunale di opposizione, Davide D'Alessandro che nei giorni scorsi ha rivelato ai giornalisti i nomi dei vincitori del concorso per l'assunzione in Comune di sei impiegati addetti alla redazione di capitolati tecnici. Ora l'esponente dell'opposizione torna alla carica e parla di voci che «gettano pericolose ombre sulla gestione della sanità da parte del Pd» chiamando in causa direttamente il segretario cittadino, Antonio Del Casale, al quale ha chiesto una smentita ufficiale.
«Voci sempre più insistenti parlano di figli, parenti ed affini di esponenti del Pd assunti al Cup», rilancia D'Alessandro, «una pratica che ha sconcertato i cittadini perché parentopoli è sempre un fenomeno deprecabile, ma lo è di più in un contesto di crisi economica allarmante in cui i genitori senza santi in paradiso fanno molta fatica a trovare lavoro per i figli e tanti di loro partono, in cerca di fortuna, come si partiva un tempo. Sapere che basta essere parenti di dirigenti del partito democratico per trovare una sistemazione ai propri congiunti è uno spettacolo indecente e una bruttissima notizia, purtroppo fino ad ora non smentita da alcuno. Non ho mai chiesto le dimissioni di un politico, non le chiedo oggi, anche perché dovrebbe dimettersi il Pd, per intero. Avverrà il 5 giugno ad opera degli elettori», conclude il consigliere. Nessuna replica da parte di Del Casale: raggiunto telefonicamente il segretario cittadino non ha voluto commentare in alcun modo le dichiarazioni di D'Alessandro.
Chi interviene invece è Giuseppe Forte, presidente del consiglio comunale che parla di «vomitevole macchina del fango mirata a screditare alcuni esponenti del centrosinistra. Tra questi ci sono anch'io», incalza Forte, «sono stato accusato di aver sistemato i familiari al Cup della Asl. Mi preme precisare che le mie figlie lavorano la prima nel negozio di mia moglie e la seconda nel suo Centro Estetico Caresse. I loro mariti lavorano alla Tmc (gruppo Tumini) e alla Carichieti, rispettivamente da 14 e 6 anni. Tanto dovevo a difesa della mia onorabilità».
Insomma, torna ad infiammarsi la polemica politica tra il centrodestra e il centrosinistra. I toni, in vista delle elezioni amministrative che il Ministero dell'Interno ha fissato al 5 giugno, sono destinati ad alzarsi.

