La piazza cambia nome: nessuna spesa per i residenti
ORTONA. Commercianti e residenti di piazza Plebiscito a quanto pare non hanno motivo di temere. Il cambio di denominazione in piazza Canada non comporterà spese. L’annuncio è arrivato direttamente...
ORTONA. Commercianti e residenti di piazza Plebiscito a quanto pare non hanno motivo di temere. Il cambio di denominazione in piazza Canada non comporterà spese. L’annuncio è arrivato direttamente dall’amministrazione comunale, che in merito rassicura la popolazione. Il Centro qualche giorno fa aveva dato voce agli esercenti del posto per chiedere loro se fossero favorevoli o meno alla nuova intitolazione, e tra i vari pareri era emerso anche l’aspetto dei costi da sostenere per la modifica degli indirizzi. Ora però il sindaco Leo Castiglione chiarisce il tutto: «La nuova intitolazione non produrrà nessun problema di costi o disagi burocratici per i 24 cittadini e le attività commerciali che risiedono nella piazza, perché non sarà necessario cambiare i documenti prima della loro scadenza».
Infatti non servirà rinnovare i documenti amministrativi, anche perché la definizione del toponimo in “piazza Canada già piazza Plebiscito” elimina qualsiasi problema di individuazione. Per le attività commerciali poi, la comunicazione del cambio di nominativo della località sarà effettuata direttamente attraverso gli uffici comunali e quindi senza alcun costo per loro.
«La soluzione proposta dalla giunta», continua il sindaco Castiglione, «non comporta disagi o spese per i cittadini. La nostra idea, invece, è legare i luoghi storici della città con un rinnovato interesse urbano che dovrà riqualificare, non solo nel nome, uno spazio della nostra città».
Le minoranze intanto annunciano il ritiro della mozione, presentata dai consiglieri Angelo Di Nardo e Simonetta Schiazza, contro il cambio di denominazione. «Abbiamo scoperto che la nostra mozione è stata superata con una sveltina approvata il 6 novembre», spiegano gli esponenti delle forze di opposizione in riferimento alla delibera di giunta sulla nuova intitolazione. «Ad ogni modo non ci daremo per vinti e presenteremo una nuova mozione nel prossimo consiglio, per chiedere di ritirare la delibera». Ma il primo cittadino ribadisce che «la decisione ha fatto il percorso amministrativo previsto dalla legge del 1927 e dal regolamento comunale e non travalica le prerogative del consiglio comunale, come i consiglieri di minoranza vogliono far intendere. Il problema forse è che l’idea è emersa attraverso un ordine del giorno proposto a fine settembre da un consigliere di maggioranza». (a.s.)
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