La piazza cambia nome, proteste in strada

16 Maggio 2021

Manifestazione di Fratelli d’Italia con cartelli e striscioni: «Rivogliamo largo caduti di Nassiriya»

SAN VITO CHIETINO . «I caduti e le vittime dell’attentato di Nassiriya non si possono cancellare. Vergogna». È uno degli striscioni della manifestazione di protesta organizzata dal gruppo di Fratelli d’Italia contro la cancellazione dell’intitolazione “Largo caduti di Nassiriya” voluta dalla amministrazione comunale di San Vito Bene Comune. Con una delibera il 7 maggio scorso la giunta Bozzelli ha sostituito il nome dello slargo dedicato alle vittime dell’attentato del novembre 2003 con “Largo caduti e vittime di tutte le guerre” suscitando molte proteste, in particolare del gruppo di Giorgia Meloni: «È una vergogna», ha tuonato il circolo, «un’offesa nei confronti dei carabinieri e dell’esercito e dei familiari delle vittime dell’attentato in cui persero la vita 12 carabinieri, 5 militari dell’esercito e 2 civili che erano in missione di pace».
San Vito Bene Comune aveva risposto dicendo che «la denominazione non era mai stata formalizzata: da un punto di vista tecnico-amministrativo non si trattava di “nuova intitolazione” ma di “intitolazione” vera e propria. E che si era ritenuto opportuno rendere lo spazio riconoscibile e coerente con il monumento che da decenni lo caratterizza, appunto ai caduti di tutte le guerre, quindi anche quelli di Nassiriya».
«Se avessero voluto rispettare i caduti di Nassiriya, una volta accortisi della mancanza della delibera - che non era necessaria allora visto che era un’area verde, senza numeri civici - potevano farla», replica Luigi Comini, vice presidente provinciale del partito e assessore nella giunta Catenaro che aveva voluto l’intitolazione. «Ricomprendere pure i caduti di Nassiriya tra i caduti delle guerre è falsità storica perché non sono caduti di guerra, ma in missione di pace. Svbc ha infine dimenticato che il 12 novembre una legge l’ha istituito come giorno della memoria dei caduti per la pace». Fratelli d’Italia va avanti e tramite i propri rappresentanti porterà il caso in Parlamento. (t.d.r.)