La pioggia entra nei palazzi

Via Saline: qui rispetto a via Sallustio il sindaco fa eccezioni e promette interventi
CHIETI. Garage con tettoie in amianto, infiltrazioni d’acqua, tetti rattoppati e cortili esterni alle palazzine lasciati all’incuria. Tanto che le radici degli alberi stanno distruggendo i marciapiedi e la strada. È lo scenario che si incontra, ancora una volta, di fronte a delle case popolari Ater, questa volta in via Saline, località Brecciarola. DUE PESI, DUE MISURE? Proprio lì, il primo cittadino Umberto Di Primio era andato nel pomeriggio del 21 dicembre scorso: “Se l’Ater non provvederà alla manutenzione delle alberature, sarà il Comune a farsi carico dell’intervento”, diceva in riferimento alla situazione di abbandono dell’area. D’altronde il medesimo problema continua ad esserci di fronte ad altre palazzine Ater, quelle che sorgono da decenni in via Sallustio, questa volta in zona Tricalle. Lì, a far notare la condizione in degrado dei cortili, era stata tra gli altri Cinzia Del Grosso, una residente: «Le radici dei pini che sorgono all’interno delle aiuole nel cortile stanno distruggendo lo spiazzale, si sono formati veri e propri dossi. È impossibile camminare normalmente e si fa difficoltà a circolare con le auto». E continuava: «Quando abbiamo chiesto a chi di competenza di risolvere il problema ci hanno detto: dovete stare attenti a camminare. Ma qui c’è anche chi è costretto sulle carrozzine. Sono stati diversi gli interventi dei vigili del fuoco, ma non si è risolto nulla». A rispondere agli abitanti di via Sallustio fu l’assessore Mario Colantonio, che diceva: «Gli alloggi da loro stessi detenuti sono di proprietà dell’Ater. Se la manutenzione straordinaria compete al proprietario, non possono gravare sul Comune le opere di ordinaria manutenzione». Insomma, dalla giunta replicavano che se la proprietà delle palazzine in via Sallustio è dell’Ater, a cui spetta la manutenzione straordinaria, al Comune non può competere neppure la manutenzione ordinaria degli immobili. Ma evidentemente il sindaco, a parità di condizioni, per il caso di via Saline, ha fatto un’eccezione. Perché sulla condizione delle alberature in via Sallustio dal Comune, almeno per ora, non ci sono state dichiarazioni di interventi che sopperissero alle mancate attività della povera Ater. In quel caso è solo l’azienda la legittima proprietaria anche delle opere manutentive.
PROBLEMI IRRISOLTI. In via Saline, ad ogni modo, continuano ad esserci altri problemi. Sono almeno 15 i garage che sorgono nei terreni circostanti. Le tettoie di alcuni di essi, però, sono in eternit. Un caso già segnalato nel 2014 da un noto residente del posto, Roberto Iezzi. Salito alle cronache per essersi incatenato nella primavera del 2012 con i suoi due figli davanti all’entrata della loro abitazione popolare, per protestare contro l’Azienda territoriale di edilizia residenziale che non riusciva a trovare 30mila euro per riparare il tetto della palazzina. All’epoca l’assessore comunale alle Politiche abitative era Ivo D’Agostino, che tentò di risolvere la questione. Una storia che parte da lontano quella di Iezzi. Molto prima del 2012, infatti, si era già incatenato davanti alla prefettura, sempre per chiedere lavori urgenti per il complesso delle palazzine Ater di via Saline. Le opere, a quel tempo, partirono. Ma ad oggi il problema delle infiltrazioni d’acqua nel complesso civico 25 persistono: «Hanno rattoppato il tetto con del catrame. Ma i punti in cui in casa continua a piovere sono uguali a quelli dell’inizio dei lavori», dice oggi Iezzi, «ho ritinteggiato casa per coprire la muffa che trapela dai muri, anni fa non si poteva respirare tanta era l’umidità». Nel civico 25, ad oggi, ci sono quattro appartamenti e attorno ne sorgono molti altri strutturalmente simili. Contando che anche in questo caso «sono tante le abitazioni formalmente assegnate, ma in cui, di fatto, non vive nessuno», conclude Iezzi.

