La piscina resta chiusa, multe fino a 10mila euro

Il gestore Serraiocco non mantiene le promesse e Le Gemelle non riaprono Da oggi scattano le sanzioni decise dal Comune per il blocco dell’impianto
LANCIANO. Decimo giorno di sospensione delle attività nel centro sportivo Le Gemelle: da oggi scattano le sanzioni del Comune, proprietario della struttura, e previste nel contratto di gestione in caso di chiusura ingiustificata della struttura e blocco delle attività. Le multe possono andare dai mille ai 10mila euro e possono essere ripetute ogni settimana in caso di perdurare della grave situazione attuale. Eppure lo stesso gestore delle Gemelle, l’amministratore unico della società sportiva dilettantistica a responsabilità limitata SportLife, Vincenzo Serraiocco, aveva ribadito in due note scritte che la struttura avrebbe presto riaperto i battenti. L’ultima comunicazione a mezzo di comunicato stampa risale alla sera di sabato. «Per qualche giorno di chiusura dell’impianto delle piscine Le Gemelle di Lanciano», scriveva Serraiocco, «che ribadisco che da lunedì torneranno alla piena operatività, è stato creato un caso quasi ad arte ed in maniera strumentale per danneggiare il sottoscritto».
Ma ieri le piscine sono rimaste desolatamente chiuse. Assieme alle attività sportive e agonistiche sono risultate annullate anche le lezioni degli istruttori in palestra, mentre nel pomeriggio ha riaperto soltanto la sala attrezzi. E in Comune, dopo i tre solleciti inviati al gestore (il primo, il 4 e il 12 aprile), non è arrivata alcuna comunicazione da parte di Serraiocco. Fino alle 14 (orario di chiusura degli uffici) si è atteso un riscontro, anche solo telefonico, da parte del gestore della struttura, che tuttavia non è arrivato. Di qui la decisione obbligata di dare mandato agli uffici competenti di quantificare e inoltrare le sanzioni.
La struttura al momento è in stato di degrado. I vetri appannati dello spazio piscine che si notano dall’esterno evidenziano il grado di umidità che si è creato nell’impianto a seguito della rottura del macchinario che regola la temperatura dell’aria. A bordo vasca, secondo chi è entrato nella struttura, si sfiora il 90% di umidità, l’aria è irrespirabile. A seguito degli stop forzati delle utenze di gas, elettricità e acqua per morosità, i delicati macchinari che servono per controllare il grado batteriologico dell’acqua e le varie temperature sono andati fuori uso. Gli spogliatoi appaiono con pavimenti sporchi a seguito della rescissione del contratto di pulizia a partire dal 1° aprile sempre per problemi legati alle fatture. E restano ancora senza stipendio anche i dipendenti della struttura. Dodici di loro si sono licenziati nei giorni scorsi e 37 risultano attualmente auto sospesi. Sabato in piazza Plebiscito la manifestazione di lavoratori e utenti del frequentato centro sportivo ha suonato la sveglia alla città: una struttura di eccellenza, unica nel suo genere, rischia di fallire esclusivamente a causa di una cattiva gestione.
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