La polemica dei circoli avvelena le primarie

Prima annunciano: appoggiamo Marino e non Febo, poi fanno dietrofront perché la base si rivolta
CHIETI. «Le primarie sono un momento di alta democrazia. Non si sfrutti il ruolo per parlare a nome della base del partito».
Filippo Di Giovanni, segretario cittadino del Pd, alza la voce a margine di una giornata convulsa vissuta all’interno del Partito democratico dilaniato dai veleni ad una manciata di giorni dalle primarie di domenica. Quando si sfideranno per strappare la candidatura a sindaco sotto l’insegna della coalizione di centro sinistra, Marco Marino e Luigi Febo, entrambi del Pd. La scintilla è stata innescata da un comunicato congiunto, a firma dei segretari dei circoli Pd di Chieti Alta e Chieti Scalo, Pierluigi Barone e Santina Ferrante, che invitava senza mezzi termini a votare Marco Marino domenica. Un appello al voto che sembrava accomunare l’intera base dei due circoli del Partito democratico. Apriti cielo. Si sono susseguite le lamentele mitigate, a fatica, da una parziale rettifica al comunicato inviato nel pomeriggio di mercoledì in cui si precisava che l’invito a votare Marino era stato fatto a carattere prettamente personale. Eppure i militanti del Pd di entrambi i circoli non hanno preso bene l’uscita ufficiale dei rispettivi rappresentanti ed hanno tempestato di chiamate di protesta il segretario cittadino del partito. Destinatario anche di raccolte firme effettuate per stigmatizzare il comportamento dei due segretari di circolo. Di Giovanni, comunque, tenta di smorzare i toni in un Pd che sembra, però, una polveriera pronta a scoppiare da un momento all’altro. «E’ normale che in occasione di una competizione politica si accenda il clima in un partito che ha sempre privilegiato il confronto. E’ lapalissiano, inoltre, che ci sia chi patteggi per l’una o per l’altra parte ma - ammonisce Di Giovanni - bisogna scindere l’idea personale dal ruolo che si ha. Non si può parlare a nome della base del partito».
Anche perché, a quanto pare, i circoli non erano stati informati della decisione dei segretari di esternare le proprie preferenze alle urne in vista di domenica. Lo stesso Di Giovanni, tesserato al circolo di Chieti Alta, non sapeva nulla. «Per me il caso è chiuso. Pensiamo a vivere al meglio le primarie che sono - dice Di Giovanni- un momento democratico unico nel suo genere. I bilanci si tracceranno alla fine».
Jari Orsini

