La polizia locale protesta per il contratto

28 Dicembre 2023

I sindacati scendono in piazza: chiedono cambi su stipendi, indennità di funzione, straordinari e festivi

CHIETI. Stipendi, indennità di funzione, straordinari e festivi: sono tanti i punti del nuovo contratto collettivo decentrato integrativo e dell’organizzazione dei servizi della polizia locale che agli agenti del comando teatino non vanno giù. E ieri mattina lo hanno detto platealmente con un presidio davanti alla sede del Comune, in corso Marrucino, organizzato dai sindacati Csa e Uil Fpl. Gli agenti della polizia municipale hanno anche proclamato il blocco degli straordinari a partire dal prossimo 8 gennaio fino al 4 febbraio (saranno comunque garantiti i servizi essenziali secondo le norme contrattuali del comparto).
Il blocco degli straordinari è stato proclamato a seguito dell’assemblea sindacale di giovedì scorso, assemblea al termine della quale è partita una diffida formale «ad adeguare la gestione del personale alle disposizioni contrattuali e giurisprudenziali». I vigili urbani di Chieti hanno infatti da ridire sulla organizzazione dei turni di lavoro, a quelli del sabato pomeriggio e a quelli notturni.
Per quanto riguarda gli straordinari, viene specificato nei documenti sindacali che «il lavoro straordinario deve essere effettuato per fronteggiare situazioni di lavoro eccezionale, non potendo essere utilizzato come fattore ordinario di programmazione del tempo di lavoro e di copertura dell'orario di lavoro. Il lavoro straordinario non può essere imposto al dipendente ed effettuato per coprire manifestazioni programmate (anche nella durata)». Prima di arrivare alla protesta di ieri gli agenti di polizia municipale hanno cercato di arrivare a una conciliazione con due riunioni dal prefetto. Ma né l’incontro del 5 dicembre scorso, né l’ultimo del 14 dicembre è riuscito a cogliere l’obiettivo. In particolare, riferiscono i sindacati, «alla riunione del 14 dicembre il sindaco Diego Ferrara e la segretaria generale Celestina Labbadia non hanno inteso fare aperture concrete e assumere impegni precisi». E dunque i due tentativi di conciliazione si sono chiusi con esito negativo e pertanto lo stato di agitazione è sfociato nella protesta di ieri mattina, decisa nel corso dell’assemblea sindacale prenatalizia di giovedì scorso.
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