La polizia ricorda i suoi caduti e Perretti

27 Novembre 2021

Messa in cattedrale con il questore Gargano. Rievocate le gesta del maresciallo a 30 anni dalla morte

LANCIANO. Una messa per ricordare tutti i caduti della polizia e, a 30 anni dalla scomparsa, il maresciallo Raffaele Perretti. La funzione è stata celebrata ieri mattina, nella chiesa di Sant’Antonio, dal vicario generale della curia, don Angelo Giordano, alla presenza del questore di Chieti, Annino Gargano, dei rappresentanti dei carabinieri e della guardia di finanza con il comandate Alessandro Spada e delle associazioni combattentistiche e d’arma.
La figura del maresciallo Perretti, a cui dal 2004 è intitolata la strada del commissariato di polizia, è stata ricordata dallo storico Mario Salvitti al termine della funzione. «Perretti nacque a Lanciano nel lontano 1921», ha spiegato Salvitti, «trascorse l’infanzia e l’adolescenza nel quartiere Civitanova, poi si trasferì in Lombardia. Entrò a far parte della squadra mobile milanese e partecipò a molte scottanti inchieste che riempirono le cronache dei giornali negli anni ’70 e ‘80. Fu un fedele servitore dello Stato». Tra gli investigatori più bravi della squadra mobile di Milano, condusse le inchieste più ardue: dal caso Sindona all’omicidio Ambrosoli, assistendo all’istituzione dei primi reparti antidroga. Iniziò nel 1948 come guardia di pubblica sicurezza, fino all’incarico di sovrintendente capo, decorato con due medaglie d’argento. La fermezza, la rettitudine morale, l’intuizione e il coraggio gli valsero l’appellativo di “Maigret della polizia di Stato”. Morì per un male incurabile a 69 anni nel 1991.
«Perretti è un esempio di professionalità ma anche di come si deve vivere, affrontare, la missione della nostra professione», ha detto nel suo intervento il questore Gargano, «se un uomo dal grande valore professionale come il prefetto Achille Serra ne parlò come maestro di vita e di professione, allora significa che il vostro concittadino era veramente una figura che oggi merita di essere ricordata. Abbiamo sempre bisogno di esempi positivi, possono essere la stella polare da seguire. E il maresciallo Perretti, figlio di questa terra e dei martiri lancianesi, con disciplina e onore espletava il proprio mandato».
A conclusione della cerimonia Mario Salvitti ha donato al questore e al commissario Mario Di Giuseppe un dipinto in ricordo del maresciallo Perretti. (s.so.)
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