La preside condannata anche in appello
È stata condannata anche in appello Serafina D’Angelo, dirigente scolastico del Comprensivo 1 accusata di lesioni personali nei confronti di un’impiegata della scuola. Il giudice Andrea Di Berardino...
È stata condannata anche in appello Serafina D’Angelo, dirigente scolastico del Comprensivo 1 accusata di lesioni personali nei confronti di un’impiegata della scuola. Il giudice Andrea Di Berardino ha respinto il ricorso presentato dalla D’Angelo, confermando la sentenza del giudice di pace che l’aveva condannata alla pena di 300 euro di multa, più 2.000 euro di risarcimento danni alla parte offesa, C.D.G., difesa dagli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas. L’episodio è avvenuto il 9 dicembre 2014. Secondo il giudice di pace, C.D.G. entrando nella stanza di un’impiegata incontra la preside che l’avrebbe invitata a uscire «con malagrazia». La donna è rimasta invece nella stanza e così la dirigente l’avrebbe «indotta fuori dall’uscio sbattendole la porta in faccia». La donna però sarebbe rientrata nella stanza e sarebbe partita così la lite. Al termine della discussione, la preside sarebbe uscita dalla stanza dell’impiegata invitando quest’ultima a seguirla, in modo da poter parlare da sole. La parte offesa, però, non avrebbe mollato la presa, manifestando l’intenzione di voler seguire le due. Per evitare di essere tampinata, la preside avrebbe chiuso la porta della stanza da cui stava uscendo nel tentativo di lasciarvi dentro la parte offesa. Questa ha resistito spingendo in senso opposto l’anta, rimanendo incastrata nello stipite della porta per qualche istante. Quando la preside ha mollato la presa, C.D.G. è caduta a terra. La preside si dice innocente e pronta a un nuovo ricorso.

